sabato 31 agosto 2013

La vita all'indietro


E' da tanto che non scrivo, i miei tempi si sono ridotti al minimo, il lavoro mi toglie tante ore e a casa le bambine si prendono tutto di me. Questo post infatti è nella mia mente da tantissimo tempo e riguarda il mio lavoro quello di cui vi avevo promesso di parlare.
Lavoro in una casa per anziani, tutto è iniziato per caso, tutto è iniziato nel dubbio se accettare o no, tutto è iniziato come un avventura che la vita mi ha messo davanti anche se completamente diversa dalla formazione che io ho.
I primi tempi è stata davvero dura, l'impatto emotivo molto forte, tornavo a casa col magone e osservavo i miei genitori col pensiero che un domani diventeranno così anche loro, anche noi.
Ogni giorno vedo la fine della vita, com'è il momento in cui non puoi fare più nulla, in cui dipendi in tutto e per tutto dagli altri anche solo per andare in bagno e per aspettare qualcuno che ti riprenda da quel bagno.
Non c'è futuro, c'è un presente fatto di routine fisse che non scegli tu, fatto di sguardi persi alle finestre, di disegni da colorare, di preghiere da recitare. C'è un presente fatto di passato, fatto di ricordi, fatto di una vita che puoi guardare solo all'indietro e iniziano i racconti di vita, i sorrisi passati, le fotografie stroppicciate di uomini e donne forti, giovani e belli che ora sono lì piccoli e vulnerabili sulle loro sedie.
Gli anziani vivono di passato, i loro racconti si ripetono mille e mille volte quasi a voler rivivere tutto anche i momenti bui, perchè forse anche quelli sono meglio del nulla di mille giornate uguali a se stesse.
e poi ci sono i mariti, quelli che ogni giorno, mattina e pomeriggio, vengono a trovare le loro mogli, a imboccarle, a tener loro una compagnia fatta di silenzi e di sguardi. c'è un amore di coppia che va oltre il tempo, oltre la vecchiaia, oltre il passato che non c'è più. Vedo mani che stringono altre mani, vedo sguardi d'amore, di un amore che non invecchia, vedo ancora una volta la vita passata, il punto di non ritorno al quale l'esistenza umana necessariamente si deve piegare.
Vedo tanta bontà, tanti sorrisi e tanta voglia nel rasserenare questo difficile momento della vita da parte di tutto il personale, dal cuoco al portinaio, dall'infermiere all'assistente.
Ieri ho premiato i vincitori del torneo di scopa, consegnato coppie e medaglie e si piangeva neanche fossero olimpiadi, l'emozione è forte dentro ognuno di loro, dentro ognuno di noi anche per i piccoli successi eco di un grande passato.

Ecco ogni giorno è questo il mio posto di lavoro ed ogni giorno esco di lì col sorriso che loro mi hanno donato perchè la mia vita è ora, fatta di scelte, di sogni, di attività, di indipendenza e dovremmo ricordarcelo quotidianamente....che la vita passa e ad un certo punto puoi solo guardarla all'indietro.

10 commenti:

  1. Hai toccato corde dentro me che ora vibrano forte sprigionando emozioni incontrollabili.
    È meraviglioso quello che dici e il messaggio che mandi.
    AlBa (Aline Barbara)

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  2. mio papà è allettato dopo un grave ictus, non è più mio papà...è inerme, a volte incattivito, lui che tenva tanto alla sua pulizia ora non vuole mai farsi cambiare, mio figlio di due anni ha paura di lui, per scelta è a casa con mia mamma, è lei che se ne prende cura ma è difficile, molto difficile, sta matt per esempio dalle 06.30 alle 10.00 non c'era modo di mettergli il pannolone con le ovvie conseguenze, appena mia mamma si avviciniva lui voleva picchiarla.lo so rientra tutto nella situazione...ma è difficile accettarlo, e vivere con l'ansia che mia mamma crolli si ammali.è difficile tutto difficile.siamo stanchi e molto.anna

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  3. Che bel post, pieno di verita' e di vita. Il tuo e' davvero un mestiere importante.

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  4. Che dolce questo post, nonostante il sifnificato che ha.
    Penso che ci voglia una grande forza e molta sensibilità per fare questo tipo di lavoro.
    Ti abbraccio.
    Ro. :-)

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  5. Ti ammiro molto sai? E ammiro tutto il personale che lavora con te perché, stando a quello che scrivi, si vede che avete a cuore davvero questi anziani.
    Ho sempre pensato che fosse difficilissimo e frustrante lavorare con loro, invece una coppia di amici infermieri mi ha confermato quello che scrivi tu già parecchio tempo fa, ossia che all'inizio e' dura ma poi ti emozioni per loro e capisci che essere anziani e' una fase della vita di cui avere rispetto, come l'infanzia.
    Bellissimo post, che emoziona nel profondo!!!
    E hai ragione, dovremmo vivere ricordando i che un giorno vivremo dei ricordi di ciò che facciamo oggi e quindi non dobbiamo sprecare il tempo o fare cose che non vorremmo ricordare o almeno, e" questo il monito che ho ricavato dalle tue parole...

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  6. bel post, belle riflessioni..viviamo rimpiangendo il passato, sognando l'incertezza del futuro e dimenticando che l'unica cosa che abbiamo è il presente che come dice il nome stesso è un dono!

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  7. E' stato veramente commuovente leggerti e l'amore che metti nel tuo lavoro, a loro riempe il cuore e di sicuro regala qualche sorriso.

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  8. Quello che scrivi è molto vero e profondo, molto spesso non ci pensiamo ma l'epilogo della vita è questo... Mi hai fatto piangere perché anch'io ho pensato ai miei genitori e a come un giorno diventeranno... Complimenti per la forza che hai.. Un bacio.

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  9. E' bello sapere che ci sono posti dove le persone lavorano per dare gioia o almeno sollievo. Complimenti, quello che fai non è scontato: a volte questi luoghi sono pieni di persone distratte, rabbiose, in certi casi addirittura sadiche.

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