martedì 9 aprile 2013

Il nostro babywearing


Diciamo la verità, il web apre davvero nuove prospettive e la mamma che sono oggi, a 4 anni dalla prima figlia, la devo proprio al mio essere blogger. Molte cose non le conoscevo prima, ad esempio ero convinta che per trasportare o semplicemente vivere le giornate con un bambino esistessero "solo": passeggino (trio con tre pezzi di cui per me due quasi inutili), sdraiette, palestrine varie, sediolini, seggioloni, box, tappetini rigorosamente costruiti per bambini (sonori e plasticosi), dondolino, girelli etc etc etc etc....insomma una marea di oggetti che ingombrano la casa e svuotano il portafogli con il risultato che la cucciola nel primo anno di vita era comunque più in braccio che altrove.
Riguardo al "portare addosso" conoscevo solo il classico marsupio e, ahimè, il gran mal di schiena che mi procurava. Praticamente l'ho abbandonato alla seconda uscita.

In questi quattro anni, dicevo, ho scoperto tantissime cose che mi hanno cambiata ed hanno cambiato la mia prospettiva nell'essere madre.
Ho scoperto che cosa significa portare in fascia, fisicamente e psicologicamente, e durante l'attesa ho iniziato ad attrezzarmi con una fascia elastica prestata da un'amica e un mei tai acquistato in rete (vi ricordate le mie prove con le bambole?) Risultato? ero così entusiasta dell'esperienza che mi aspettava, che la fascia bebè è entrata di diritto nella valigia per l'ospedale.
Lì non l'ho usata in realtà, presa dal caos dei primi giorni, ma una volta a casa ho iniziato con le due prime posizioni, quella a culla e quella a ranocchio. Inutile dire che la pupetta si calmava istantaneamente e soprattutto che era una sensazione bellissima sentirla ancora dentro di me.
Portare, in particolare i primi mesi, significa proprio questo, vivere gradualmente il distacco, la frattura, il trauma della separazione della nascita.


La mia piccolina ha vissuto davvero tanto questa difficoltà ad adattarsi alla vita extra-uterina, i primi mesi era impossibile metterla giù nel letto in orizzontale, urlava come se la stessi mettendo su di un letto di spine. Le notti erano infinite, non appena si addormentava, la mettevo giù e gridava. In questa situazione mi hanno aiutato due cose, il rumore bianco del phon acceso o radio desintonizzata, che probabilmente le ricordava i suoni del ventre materno, (provateci col vostro piccolo la mia andava immediatamente in trance) e la fascia.
A passeggio in fascia, in particolare in posizione fetale, le coliche passavano, i pianti disperati pure. Certo non mi voleva ferma e dovevo camminare camminare camminare...forse così ritrovava pure il dondolio che aveva vissuto in pancia.
Insomma i primi mesi con lei sono stati duri ma sono scivolati più facilmente che con la prima proprio grazie al portare.

Le passeggiate fuori poi... una meraviglia, la facilità di scendere da casa, salire su e giù per i marciapiedi, entrare e uscire dai negozi, avere le mani libere non ha prezzo. Assolutamente da provare, vedrete che il passeggino servirà esclusivamente per metterla a dormire a casa della nonna.

Dopo la fascia elastica sono passata al mei tai, alla rigida e ora sto sperimentando una sling ring ossia quella ad anelli. ognuna di queste una nuova comodità e un nuovo mondo da scoprire.
Mamme in attesa ma anche mamme con bimbi più grandicelli provateci...è un altro mondo davvero!!!

5 commenti:

  1. Ciao carissima, come state? Un sacco che non ci sentiamo!!
    Se avessi scoperto anch'io le fasce !!!! Ormai è tardi.
    Un abbraccio grosso

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    1. puoi sempre farne un altro!!!! ;-)

      anche io ti pensavo giorni fa....i bei primi tempi del blog !!! baci

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  2. Non ce la posso fare !!! Lo sai che i miei due valgono per 4!!!!!!
    Sei bellissima con la fascia...un bacione

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  3. Lo so lo so qui idem!!! Mi sembra di crescere due gemelli

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  4. Premio nobel per la fascia, concordo pienamente!

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