mercoledì 16 maggio 2012

Musica in Gravidanza: intervista ad Andrea Apostoli


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immagine presa da qui

Oggi ospito in questo angolo di web Andrea Apostoli, presidente dell'A.I.G.A.M (Associazione Italiana Gordon per l'apprendimento Musicale), associazione che a livello nazionale si occupa di diffondere l'apprendimento della musica secondo la Teoria Gordon sin dalla pancia della mamma con corsi noti in tutta Italia: i famosi corsi di Musica in Fasce.
Questa non è l'unica intervista che gentilmente Apostoli mi ha rilasciato, a breve ne pubblicherò un'altra su come agevolare l'apprendimento della musica nei bambini piccolissimi. 
Vediamo cosa succede in quel periodo così importante che è la gravidanza.


Perché è importante ascoltare musica in gravidanza? Quali sono gli effetti per la mamma e quali per il bambino?

Ascoltare musica in gravidanza è innanzitutto un momento di benessere per la mamma che, ovviamente, si trasmette al bambino. 
L’intento principale è di mettere la donna in gravidanza in contatto con le proprie emozioni. La musica, come l’arte in generale, dà all’essere umano un grande possibilità: quella di elaborare e vivere emozioni che non sempre può esprimere a parole o raccontare a se stesso. Alcune volte diciamo "quella musica mi mette tristezza", non è così: la musica rappresenta la tua tristezza, la tua angoscia, quindi non mette dentro di te ma tira fuori da te queste emozioni. 
Questa è una funzione importantissima dell’arte, in quanto noi non siamo sempre in contatto con le nostre emozioni, anzi per sopravvivere ci schermiamo e spesso ci basta andare a vedere un film o ascoltare un determinato brano per piangere e far emergere la nostra tristezza. 
Questa è una funzione fondamentale della musica, i sentimenti vanno vissuti ed elaborati. 
La musica ci dà la possibilità di vivere in modo astratto in un universo protetto, in un tempo circoscritto le nostre emozioni senza perderci in esse o senza al contrario decidere di non viverle affatto per sopravvivere.




Riguardo il bambino dobbiamo ricordare che l’apprendimento musicale inizia in utero. 
Come per il linguaggio, per il quale le ricerche hanno stabilito che è in gravidanza che il bambino già sviluppa i collegamenti sinaptici nel cervello atti a prepararlo a parlare, così per la musica si porranno le basi in tale periodo. Più saranno ricche le esperienze sensoriali che gli offriremo già in utero, più lo predisporremo a tale apprendimento.


Bisogna, però, evitare di pensare che ascoltare musica in gravidanza aiuti la crescita del feto o renda il bambino più intelligente. (si vedano alcune teorie in merito come quella del famoso Effetto Mozart) 
Lo stesso Gordon non ritiene valide le ricerche che indicano un miglioramento, grazie alla musica, nell’apprendimento della matematica o del linguaggio. Egli sottolinea, invece, che qualsiasi linguaggio a cui il bambino è sottoposto lo aiuta nell’acquisizione di altri linguaggi, ogni disciplina è di aiuto e sostegno alle altre.

Ritagliarsi un momento della giornata per ascoltare musica (ma anche cantare) è fondamentale per migliorare la comunicazione mamma-bambino e per prepararsi con la musica a cullare, calmare, crescere il proprio bambino. Il bambino vive in quel momento le sensazioni di benessere della mamma, si parla di ascolto condiviso, ascolto in relazione. La mamma sa che che il bambino percepisce quella musica con lei e rafforza la relazione prenatale col bambino, lo immagina assieme a lei. Quando il bambino sarà nato, specialmente se la mamma ha scelto alcuni brani che ascolta spesso, magari prima di dormire o quando si vuole rilassare, il bambino ricorderà e si predisporrà a rilassarsi e lasciarsi andare. Esistono molte testimonianze in merito. Le ricerche parlano di memoria intrauterina  che gli permette di riconoscere, una volta nato, suoni e musiche che ha ascoltato nella pancia, la voce della mamma e quella del papà. Cantare al bambino già in pancia significa poter utilizzare questo strumento per calmarlo, per ricordargli quelle sensazioni di benessere e protezione provate in gravidanza



Quando e cosa il feto riesce a percepire nella pancia della mamma?

Le ricerche dicono che più o meno dalla 24esima settimana di gestazione i bambini riescono a percepire i suoni con l’orecchio, ovviamente l’orecchio è nel liquido amniotico quindi i suoni sono filtrati e c’è una percezione diversa, a me piace dire che il corpo materno risuona i suoni esterni. Prima di tale periodo, il bambino recepisce comunque dalla pelle, sotto forma di vibrazioni, stimoli tattili, tutti i suoni che la mamma emette quando parla, canta, ride, piange. Questi suoni, infatti, fanno risuonare e vibrare il liquido amniotico. 
Ricordiamo che quando il feto inizia a percepire il suono, questo sarà composto da rumori endogeni ed esogeni ossia da suoni come il battito cardiaco, la circolazione sanguigna, la respirazione, suoni viscerali e poi dai suoni che vengono emessi dal mondo esterno. Per questo il corpo materno viene definito da Alfred Tomatis un "universo sonoro" 

Che tipo di musica è meglio ascoltare in gravidanza e perché?



Scegliere accuratamente la musica da ascoltare è un fattore fondamentale che coinvolgerà anche il periodo successivo alla nascita. Ricordiamo che ogni mamma ha i suoi gusti musicali e che è giusto che ascolti musica che le piace ascoltare, che produca sensazioni di benessere. Non dobbiamo però correre il rischio di essere "monotematici" e predisporre la mamma all'ascolto di musica "nuova" per lei, non può essere che un vantaggio. I bambini, e lo si noterà sin da piccolissimi, sono curiosi verso il mondo e verso tutti i tipi di musica. Mentre l’adulto ama ciò che comprende, cioè se sente una musica complessa a cui non è abituato non l’ascolta, un bambino è attratto da tutto ciò che è nuovo, sviluppando le sue attitudini.
Mentre per l’adulto ciò che è complesso diventa complicato, per un bambino ciò che complesso è ricco. È importante quindi ascoltare diversi tipi di musica e soprattutto quelle musiche che difficilmente vengono passate dai media, musica complessa come la classica, il jazz, la musica di alcuni popoli, che ha una ricchezza a livello sintattico-musicale. Se un genitore ama soltanto un cantautore o solo un gruppo di musica cosiddetta commerciale rischiamo di chiudere enormi possibilità di apprendimento.Ci dobbiamo preoccupare di far ascoltare al bambino, sin da piccolo, musica più complessa. Solo così il bambino svilupperà quella comprensione necessaria per apprezzarla da adulto.


Ultimamente lei ha pubblicato un cd “Ma che musica…in dolce attesa” di cosa si tratta?


Il libro-cd per le mamma in attesa è l'ultimo nato di una serie di cd ("Ma che Musica!") destinato all'ascolto per i piccolissimi.
In questo cd sono raccolti brani di musica classica e jazz, scelti secondo la Music Learnig Theory di Edwin E. Gordon, selezionati con cura per creare benessere nella mamma e allo stesso tempo proporre ascolti ricchi ed interessanti.
Al cd è allegato un libricino, splendidamente illustrato da Mariagrazia Orlandini, nel quale, oltre a delucidazioni su come utilizzare la musica come compagnia di quel meraviglioso viaggio che è la maternità, ritroviamo brevi frasi che danno voce al caleidoscopio di sentimenti ed emozioni che accompagnano la nascita di un bambino.









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3 commenti:

  1. Grazie per questa intervista. Noi a casa da un bel po facciamo ascolto anche con l'ausilio dei libri/cd di Apostoli. I bimbi si divertono tantissimo.
    Saluti
    nunzia

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  2. Una coppia di amici seguiva i corsi Gordon a Roma quando avevano la prima figlia piccola ed erano entusiasti. Non sapevo che ci fossero anche dei cd audio .... io sono alla 31-esima settimana di gravidanza e mi piacerbbe sperimentare questo aspetto :) Grazie per l'intervista!

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    1. a breve ne pubblico un'altra. Non perderla allora!!!

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