martedì 17 aprile 2012

chi è l'adulto e chi il bambino?


oggi all'asilo un'amichetta della cucciola ha portato il suo cicciobello, desiderato da un pò di tempo e nel nostro caso, sostituito con l'acquisto del mini ciccio-bello, quello da borsetta per intenderci, 14 euro e via.


e ho provato quella sensazione descritta da molte mamme che "alcune cose sono inevitabili e anche se hai delle certezze, se i compagni di tua figlia hanno tutti il telefonino anche tu lo prenderai, contravvenendo alla tua idea che prima dei 16 anni non se ne parla, pur di non fare sentire lei diversa e di non sentirti tu una mamma che non compra gli oggetti del desiderio, cederai anche tu"

e infatti siamo arrivati a scuola, lei ha visto il cicciobello della sua amica e le ha detto "io ho quello piccolo, perchè quello grande costa troppo!"
sono rimasta a bocca aperta per questa sua espressione da bimba più grande e allo stesso tempo molto dispiaciuta perchè non le ho comprato quello che voleva.
io non sono una che compra appena la figlia apre bocca, anzi, però in quel momento le ho detto "non ti preoccupare, metteremo i soldi da parte e questo cicciobello lo avrai anche tu!" col tono di una mamma ferita nell'orgoglio.

una volta uscita mi son detta: ma cosa le ho detto?
avrei dovuto dirle invece "ma tu hai la tua Alice (una bambola) dai capelli lunghissimi, con le scarpe e il cappotto che è bella quanto cicciobello!!!"
ecco questa era una risposta matura, degna di una mamma che cerca di non cadere nelle tentazioni del consumismo e del marketing pubblicitario. una risposta che avrebbe insegnato alla cucciola a non guardare solo a ciò che non si ha, ma ad apprezzare quelli che sono i giochi che hai in casa...che dire, l'istinto mammesco ha prevalso.

comunque prima o poi glielo prenderò questo cicciobello!!!
e voi come vi comportate in queste situazioni? ho sbagliato vero?

18 commenti:

  1. Scusa avevo fatto un pasticciaccio!
    Dicevo...
    La tua bimba ha dimostrato di essere molto matura e devi esserne orgogliosa e tu non dovresti colpevolizzarti, a volte l'istinto prevale e nella nostra società dei consumi è davvero difficile mantenere una certa coerenza in particolare quando si tratta dei figli e il senso di inadeguatezza tocca delle punte spaventose.
    Secondo me dicendole che avreste messo i soldi da parte sei stava brava perchè le hai trasmesso l'informazione che gli oggetti hanno un valore e che non si può avere tutto subito.
    Un abbraccio, V.

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    1. grazie...è che delle volte ci si prepara a dare una certa educazione, ma poi siamo noi stesse a smentirci. un abbraccio

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  2. non dire che hai sbagliato... sei stata presa alla sprovvista e la prima risposta che ti è venuta in mente non è quella che avresti voluto realmente dare. a me ancora non è capitata una situazione del genere, sono ancora molto ingenui e poi mi sembra che un po' tutti cercano di evitare che certi giochi si portino a scuola, le maestre non vogliono che si portino in classe e quindi rimarrebbero nell'armadietto. al massimo vengono portate macchinine o comunque cose molto piccole che si lasciano nella tasca della giacca. poi c'è da dire che i nostri nonni sono sempre pronti a fare regali e non ostante siano lontani e non mi piaccia porre troppi freni (se non si concedono loro questi "sfizi" come nonni, chi può farlo?) ogni tanto devo fargli capire che stanno esagerando. personalmente ritengo che questi bambini abbiano troppi giocattoli e per questo io non ne compro praticamente mai. e hai anche ragione tu che non bisogna cedere a ogni richiesta, non è educativo. è sbagliato anche non esaudire mai i loro desideri, è chiaro. secondo me il giusto equilibrio è decidere che a natale e compleanno si possono avere regali più "importanti" e quindi se vogliono una cosa particolare che costa un po' di più devono aspettare quel momento. questo gli insegna anche a selezionare bene cosa chiedere, capire cosa gli interessa davvero, perchè l'occasione è una e non va sciupata! come sempre il buon senso e l'equilibrio vincono. comunque per concludere non mi è sembrata neanche una risposta così sbagliata, in fondo le stai insegnando che se una persona vuole qualcosa deve risparmiare per comprarla!

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    1. ecco mi fai aggiungere un altra riflessione che ho omesso nel post. le maestre ci fanno tante storie che il grembiulino deve essere semplicissimo, assolutamente bianco per tutti che se tu mamma ne vuoi prendere uno a quadrettini che si sporca meno non puoi e poi permettono che uno porti le bambole in classe? certo poi questi bimbi sono costretti a metterle via e riprenderle quando escono ma intanto all'arrivo i bimbi fanno a gara a chi ha la bambola più bella? non è diseducativo questo o comunque un controsenso con altre scelte scolastiche in cui si potrebbe essere molto più elastici. anche in questo caso io non ho mai lasciato che mia figlia portasse la sua bambola a scuola, le ho sempre detto che l'avrebbe ritrovata a casa. sinceramente finora non l'avevo mai vista sotto questo punto di vista ma oggi quel cicciobello a caratteri cubitali mi ha fatto porre il problema.

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    2. si non conosco le tue maestre ma mi sa tanto che qui la responsabilità è soprattutto di chi ha portato a scuola la bimba. capisco che i bambini fanno capricci, che tante volte è difficile convincerli ad uscire di casa, ma come dici tu nel titolo... chi è l'adulto? un conto è portare un gioco piccolo, che metti in tasca, altro è un cicciobello gigante! devi oltretutto insegnare che non ci si può portare sempre tutto a scuola, perchè della scuola bisogna avere rispetto. io ho notato che spesso sono i genitori i primi a non capirlo, per esempio alla scuola materna di mio figlio a carnevale hanno organizzato una festa con dei costumi fatti da loro, cosa che io ho trovato molto divertente e bella. le maestre al colloquio hanno insistito tanto per motivare questa scelta, come se volessero giustificarsi, spiegandoci che la scuola non deve essere il posto dove fare le sfilate e confrontare dei costumi di carnevale (soprattutto visto che le famiglie dei bambini sono tutte molto diverse fra loro, con possibilità economiche e anche tradizioni diverse essendoci anche alcuni stranieri) ma dove semmai condividere insieme una giornata di gioco. noi gli abbiamo detto che assolutamente condividevamo e capivamo, anzi apprezzavamo la scelta. le maestre allora ci hanno pregato di dirlo anche agli altri genitori, come se avessero ricevuto delle lamentele... non so, a volte ho l'impressione che non si rispetti abbastanza il ruolo che ha la scuola e che hanno le maestre nell'educazione dei bambini, non è capitato anche a te di notarlo?

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  3. nelle riunioni di classe lo puoi dire che NON VA BENE PORTARE I GIOCATTOLI a scuola. SI POSSONO ANCHE CAMBIARE LE COSE.

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    1. ma infatti, e solo che fino ad oggi non mi ero mai posta il problema

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  4. anche io ogni tanto ci casco, poi però mi ricordo che appagando sempre i suoi desideri e le sue richieste finirei per crearle delle frustrazioni, perché ci sarà sempre qualcos'altro da desiderare che lei non ha. Sulla questione del portare i giocattoli in classe, condivido pienamente. il giorno toyfree alla scuola di mia figlia è il giovedì e ogni giovedì temo che torni con qualche richiesta in più da soddisfare. Perché non facciamo una proposta seria? chiedere alle maestre di sostituire il giorno del giocattolo preferito settimanale con quello del libro preferito? sarebbe più educativo e credo che molte mamme preferiscono spendere soldi per i libri piuttosto che per giocattoli banali e spesso neanche di qualità (ok, il cicciobello fa eccezione, quello non si tocca;-) ) . Quasi quasi scrivo un post sul mio blog citando questo tuo, grazie per la riflessione. Emma

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    1. bellissima questa idea del libro....e poi vengo a leggere il tuo post ;-)

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  5. All'asilo della mia PiccolaPeste su un punto sono state inamovibili: non si porta NULLA da casa (solo il cambio e il grembiule) neanche la merenda! Questo se da una parte è un bene perchè i giochi del nido sono del nido e sono di tutti, quelli suoi sono SUOI, per cui se viene qualche bimbo a casa a giocare all'inizio è sempre una lotta... per fortuna i bambini per certe cose sono mooolto più adulti di noi e alla fine riescono sempre a stupirci!

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    1. infatti, qui usano una via di mezzo che sembra innocua e invece non lo è. puoi portare il gioco a scuola ma poi lo lasci nell'armadio ma intanto in quei 5 minuti i bambini posso vivere certe situazioni che invece si cerca di evitare.

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  6. Wonder Roby17/04/12, 13:47

    Non hai sbagliato, anzi, a mio parere l'hai accolta nel suo dispiacere e rassicurata chiedendole di saper aspettare e insegnandole che le cose non arrivano sempre tutte subito come i bambini ( e a volte i loro adulti) vorrebbero. Certo i bambini vivono nel QUIeOra ,ma l'adulto li deve accompagnare in un percorso che li porti a prender consapevolezza che le cose non stanno proprio così... purtroppo.

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  7. Ci passiamo tutte..e pure troppo spesso.
    Condivido molto dei commenti sopra, e aggiungo: secondo me è importante anche educarli al desiderio. Che è una cosa bella. Io quando O mi chiede qsa spesso rispondo "vediamo se ci rimane il desiderio o se ci passa" e lei ora lo capisce piuttosto bene e se il desiderio rimane e si rafforza si cercherà (e aspetterà) l''occasione per esaudirlo/meritarlo..

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  8. Sbagliato? è stata una risposta così, spontanea. Se però non sei convinta di comprarglielo non farlo e spiegale perchè. Se invece glielo vuoi prendere perchè così lei è felice mettete i soldini da parte e lo compri. Perchè non si dovrebbero portare i giochi all'asilo? Che male c'è? semmai il problema è che poi se li dimenticano lì. Io non ho mai avuto problemi in questo senso, e le tate non hanno mai fatto divieto di portare bambole personali. A volte i bambini si sentono più vicini a casa ed ai genitori portando un pezzo di casa con sè.

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  9. Io cerco di fargli notare il bicchiere mezzo pieno, per ora Filippo ragiona abbastanza e ha le sue idee e i suoi personalissimi gusti per cui ancora mi salvo. ma ti capisco, non mollare!

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  10. Mi hai fatto tornare in mente i giorni in cui mia figlia andava a scuola. A proposito vedo che anche mia figlia hungrycaramella.blogspot.com ti segue:)

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  11. Sono la mamma di hungrycaramella qui sopra...credo che era un pò soprapensiero quando ti ha scritto ha-ha! Ti seguo anch'io!

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  12. a volte è davvero difficile dirgli di no... sarà che se fosse per me le comprerei davvero tutto... mi stringe il cuore quando mi chiede qualcosa col suo "ti prego, ti prego, ti prego!" e la faccia da lenza! però sono anch'io per l'acquisto educativo... ossia: ogni tanto un giochino lo concedo, magari una sorpresa ogni tanto... x i libri sono più malleabile... è che vorrei farle capire, anche se è ancora abbastanza piccola, che non è possibile comprare sempre qualcosa, soprattutto al ritorno da scuola... ma non è facile non cedere... comunque secondo me non hai sbagliato... le hai fatto capire che con un pò di attesa e sacrificio si possono mettere da parte i soldi e comprare il gioco da lei sognato: è un modo per farle apprezzare di più il gioco, e capire che le cose si possono avere non tutte e subito ma con impegno... brava!

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