mercoledì 14 marzo 2012

dal nero di una violenza ai colori della speranza: intervista ad una mamma che ha visto suo figlio soffrire

oggi questo blog affronta una tematica amara, triste, che ha colpito il cuore di ogni mamma che ha seguito questa vicenda anche semplicemente da un tg: Pistoia 2009.
ho conosciuto nel web questa splendida mamma, protagonista purtroppo, come tante altre, di una triste storia, una donna che ha dovuto affrontare quello che nessuna vorrebbe accadesse mai al proprio figlio: maltrattamenti e violenze nel luogo nel quale riponiamo la nostra massima fiducia, l'asilo.
a lei ho voluto porre delle domande perchè davvero non so come possa sopravvivere un mamma a certe cose e come si possa ritrovare fiducia nel mondo.

Cara Ilaria, tutte noi osservando quelle immagini in tv, quei maltrattamenti, quelle cattiverie verso dei bambini così piccoli abbiamo provato un senso di profondo smarrimento, quali sono i sentimenti che si provano ad essere vittime di una situazione del genere?

È difficile spiegare i sentimenti che si provano, è qualcosa a cui non sei minimamente preparato, qualcosa di destabilizzante che ti colpisce all’improvviso nel punto più debole che hai, ovvero i tuoi figli.
Lì per lì non volevo crederci, conoscevo bene quelle persone, o almeno così credevo, gite insieme, feste, lunghe chiacchierate, non riuscivo a farmene una ragione ma ho subito preteso di vedere i filmati. Poi davanti ai video mi sono sentita mancare. Non potevo credere ai miei occhi. dopo ricordo solo parole come querele, memorie, processi, riti abbreviati ed io non ci capivo niente, tutti ci facevano domande e pretendevano risposte, mentre io avevo solo voglia di piangere, tenere in collo il mio piccolo e chiedergli scusa.

come hai iniziato a capire che qualcosa non andava? considerata l'età piccolissima dei bambini quali sono stati i segnali più eloquenti?

Era il 2 Dicembre 2009, ero a lavoro e mi è squillato il telefono: “Buongiorno, lei è la madre di Tommaso? Deve venire a prendere suo figlio quanto prima in quanto hanno arrestato le maestre dell’asilo ed in questo momento si trova nella struttura con gli assistenti sociali”
Non so descrivere come mi sono sentita, ho preso di corsa la mia roba e sono uscita. Nel frattempo ho chiamato mio padre dicendogli di guardare al tg regionale se dicevano qualcosa. ne stavano parlando già su tutti i tg nazionali: nella struttura c’erano le telecamere e l’accusa era maltrattamenti gravi sui bimbi. Ho fumato l’autostrada accecata dalle lacrime, e quando sono arrivata al Cip Ciop, mio figlio dormiva. In quel momento ho ripercorso con la memoria tutti i 25 mesi passati da lui in quell’asilo, e tanti piccoli dubbi a cui avevo dato poca importanza, hanno preso corpo definendo una realtà sconvolgente.
Mio figlio è entrato all’asilo a 7 mesi, era pacato, mangiava senza problemi, dormiva tantissimo, crescendo era diventato irrequieto, iperattivo, agitato nel sonno ed inappetente ma abbiamo sempre attribuito questi cambiamenti a fasi naturali della crescita, sostenuti anche dalla pediatra che, ricordandomi che ero una madre alle prime armi, mi diceva di avere pazienza. Ora capisco che avrei dovuto fidarmi del mio istinto materno, ci sono dei campanelli d’allarme importanti che non vanno sottovalutati e solitamente coincidono con i tre momenti cardine della vita di un bimbo piccolo: pappa, nanna, cacca.
Se cambiano stranamente le abitudini alimentari, o compaiono problemi nel sonno o al momento del cambio, bisogna drizzare le antenne. E’ utile osservare il modo con cui i nostri figli giocano e disegnano, perché è lì che loro esprimono tutto quello che magari non dicono o non raccontano. Un bimbo che nasconde una bambola al buio o la mette in punizione, o, ancor peggio, la picchia con una violenza esagerata, è un bambino che quasi sicuramente non conduce una vita serena.

Son passati due anni da questa triste vicenda e tuo figlio ora ne ha quasi 5, come ha manifestato il suo trauma nei mesi successivi? credi che lo abbia superato? 

Uscire da quella struttura non ha purtroppo cancellato le sue fobie, i suoi scatti d’ira, la sua rabbia costante, la sua iperattività, né tanto meno ha cancellato i suoi incubi notturni. Tuttora questi sintomi ci sono, con episodi più rari e meglio gestibili, ma ci sono ancora.
Aver provato il terrore per 25 mesi muta indelebilmente il carattere di una persona. considerato che alla paura si aggiungeva la totale assenza di attività ludica, didattica e motoria. I bimbi stavano seduti per ore senza fare assolutamente niente, senza un gioco, in silenzio, terrorizzati, immobili, soli, legati nei seggiolotti o sugli ovetti. Queste cose non si possono dimenticare e condizionano il resto della tua vita. Mio figlio segue sin da allora una psico-terapia settimanale, eppure ancora oggi, ricorda la sensazione di terrore e mi dice: “mamma, quando ero all’asilo brutto era proprio tutto brutto. I bambini piangevano sempre, io avevo paura ed ero triste….ma ora no però!”

come avete riconquistato la fiducia verso l'esterno per poter continuare serenamente il percorso scolastico?

Gli psicologi ci consigliarono di reintrodurlo subito in un altro asilo un po’ come si dice di risalire subito a cavallo dopo una brutta caduta. Ne abbiamo trovato uno piccolo, con maestre molto dolci che hanno accolto il mio piccolo con amore e tanta pazienza. Lo hanno aiutato quando vedere tutti i giochi sparsi in terra gli toglieva il fiato per la paura, quando ogni bimbo che piangeva lo impensieriva, ed anche quando impallidiva terrorizzato dopo essersi sporcato il bavaglino per la paura di essere punito. L’asilo aveva delle grandi vetrate, ho passato ore intere dietro la siepe a piangere dopo averlo lasciato ma, piano piano, aiutata dalle altre mamme, dalle maestre, dai miei terapeuti e dal mio piccolo che dimostrava tanto coraggio e voglia di tornare a vivere, è andata sempre meglio per me e per lui.
la maggior parte delle scuole e degli asili, sono ottime strutture piene di bravi insegnanti che fanno questo mestiere con passione e competenza. I nostri figli adesso stanno meglio anche grazie a queste insegnanti che hanno dimostrato loro come realmente deve essere un asilo ed una maestra che ti segue e ti aiuta negli anni più importanti della vita.

da questa sofferenza vissuta assieme a tante altre mamme è nata un associazione. di cosa si tratta?

Quando arrivò quella telefonata mi sentii morire, non avevo idea di cosa fare o chi seguire. una sensazione di impotenza e confusione offuscava le mie giornate e non mi permetteva di essere lucida per aiutare mio figlio e prendere delle decisioni importanti che invece andavano prese.
sono serviti mesi per cominciare a rialzare un po’ la testa, ma restare uniti, ritrovandoci con gli altri genitori ogni settimana per confrontarci, ci ha dato la forza di reagire, e di decidere che, di tutto quello che ci era successo, dovevamo farne tesoro, trasformando la nostra rabbia e la sofferenza dei nostri bimbi, in qualcosa di positivo ed utile per gli altri. Così, il 2 dicembre 2010, ad un anno esatto dall’accaduto, da sei famiglie reduci è nata La Via dei Colori.
Quest’Associazione mette la nostra esperienza a disposizione di chi ha o ha avuto esperienze più o meno negative con strutture pubbliche o private alle quali ha affidato i propri cari come scuole, case di cura, ospedali, carceri o centri di accoglienza. C’è un Comitato Scientifico formato da professionisti che sono a disposizione per consulenze gratuite di carattere tecnico, legale e medico, vorremmo fungere da punto di riferimento per tutti coloro che all’improvviso si trovano catapultati in una situazione difficile e che non conoscono, organizzando anche incontri tematici dove si possa fare informazione su quelli che sono i diritti dei minori e delle minoranze, e su quelli che sono i mezzi a nostra disposizione perchè questi diritti vengano rispettati.

in cosa ti senti di essere cambiata dopo questa vicenda e cosa ti senti di consigliare da mamma a mamma?

Rispondo con una citazione di Giorgio Faletti che credo racchiuda l’essenza di quello che ci è successo:
“Nella vita ci sono cose che ti cerchi ed altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle, o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga, ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male”.
E’ stato ed è così per tutti noi che abbiamo deciso di raccogliere queste macerie dolorosissime ed usarle per costruire qualcosa di produttivo che ci facesse sperare che tutto il dolore, nostro e dei nostri bimbi, non fosse inutile.
Convivremo per il resto della nostra vita con l’enorme senso di colpa di non aver capito prima cosa stesse succedendo, ma se impegnandoci insieme riusciremo a far sì che da questa esperienza si possa evitare che altri bambini soffrano, allora questo sarà un piccolo riscatto anche per i nostri figli che non abbiamo saputo difendere.

10 commenti:

  1. Che cosa terribile.
    Non riesco neanche a sforzarmi di pensare a me stessa in quella situazione. Non ce la faccio, è troppo orribile. Davvero. Ora faccio la bambina e tappo occhi e orecchie. Scusate l'infantilismo.

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  2. Siete stati coraggiosi a "utilizzare" (passatemi il brutto termine) il vostro dolore per aiutare altre famiglie. Posso solo provare a immaginare cosa avete dovuto sopportare.

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  3. Ho letto con le lacrime agli occhi...non posso neanche lontanamente immaginare cosa si prova in queste situazioni perchè fortunatamente non mi ci sono trovata ma leggendoti provo rabbia nei confronti di quelle maestre a cui noi mamme affidiamo i nostri figli e loro si prendono il diritto di rovinarla quella piccola vita indifesa e la nostra con loro... sono basita e molto rattristata!

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  4. Grazie a tutte....specialmente alla meravigliosa mamma che mi ha ospitato permettendomi di dire le nostre verità per NON DIMENTICARE. E' stata dura, è dura, e lo sarà sempre, ma avere un modo per poter fare per altri bimbi quello che non siamo riuscite a fare per i nostri è un motore importantissimo. Sapere che questo dolore e questa sofferenza non sarà inutile, è una cosa importantissima per noi e per i nostri figli. grazie di nuovo a tutte! Ilaria

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    1. grazie a te per tutto quello che hai condiviso con noi. e ricorda che non siete sole, avete tutti i nostri cuori con voi.
      un abbraccio

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  5. Ilaria, quanto mi toccano sempre le tue parole!
    Sono un'educatrice di asilo nido, ricordo che alla visione di quelle immagine in tv, piansi e piansi...pensando a quei poveri bimbi e a quelle schifose maestre!!!
    Io e te abbiamo già parlato di come la penso...ti stimo perché avete saputo ricominciare insieme e con una nuova fiducia nelle nuove maestre!!!
    Ti abbraccio e dai un bacione al tuo grande ometto

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    1. Grazie mille.....ce ne vorrebbero molte molte di più, di maestre come te! Grazie

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  6. .......... come tante altre mamme.. anchio piansi davanti a quelle terribili rivelazioni ed immagini.
    mio figlio aveva poche settimane e vedere quelle immagini mi ha letteralmente scioccata.
    e impaurita.
    spero di non dovermi mai trovare davanti ad una situazione simile.. perchè non so come reagirei!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    poveri bambini

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  7. E' davvero una storia terribile, non pare possibile che esistano persone capaci di tanta cattiveria. Ed e' utile parlarne, penso che condividere sia il miglior modo per andare avanti.

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