lunedì 13 febbraio 2012

Apprendere la musica da 0 mesi: il metodo Gordon






La Music Learning Theory, diffusa in Italia grazie all’AIGAM, attraverso i corsi “Musica in fasce” (0-3 anni), Sviluppo della musicalità (3-5-anni) e Alfabeto della musica (da 6 anni in sù), è una teoria sviluppata da E.E. Gordon attraverso anni di ricerche e osservazioni che hanno permesso di descrivere con precisione le dinamiche dell’apprendimento musicale a partire dalla nascita di un bambino.

Questa teoria si basa sul presupposto che la musica, in quanto linguaggio, si apprende secondo le stesse modalità con cui un bambino nei primi di anni di vita impara a parlare. Secondo questo principio, semplicemente esponendo il bambino all’ascolto di musica di qualità, egli apprenderà strutture ritmiche e melodiche e riuscirà a sviluppare il pensiero musicale.
il bambino sin dalla nascita deve essere immerso nella musica così come si fa con il linguaggio parlato nel quale il genitore non semplifica le frasi, ma usa anche periodi molto complessi per comunicare con lui. Il bambino impara a parlare e a comunicare naturalmente e solo dopo, molto dopo, impara la lettura e la scrittura.
Purtroppo spesso si pensa che imparare la musica significhi essenzialmente saper leggere le note e suonarle, ossia imparare il codice musicale. in realtà questa è la fase successiva dell’apprendimento musicale che in primis si basa sulla formazione di strutture e processi mentali in grado di permettere la comprensione della musica. Esattamente come nel linguaggio parlato.

I corsi di Musica in fasce si basano, quindi, su questi principi fondamentali, agli incontri partecipano bambini piccolissimi con i loro genitori che sono parte attiva nella lezione. L’educatore canta melodie particolari, senza parole ma solo sillabe musicali per mantenere l’attenzione del bambino sul suono. Le melodie utilizzate non sono solo tonali ma vengono utilizzate varie scale modali. Questo le rende più complesse all'ascolto e proprio per questo aprono la mente del bambino alle infinite possibilità della musica.
Fondamentale in questi incontri è la libertà lasciata al bambino nel vivere l'incontro e il silenzio che viene creato tra una strofa e l’altra, questo è il momento in cui i bambini reagiscono allo stimolo musicale, con la voce, con un battito, con un vagito, qualsiasi espressione corporea che emerge in quel silenzio viene rielaborata dall’insegnante creando così una comunicazione musicale fondamentale per l'apprendimento di questo linguaggio e per la costituzione del pensiero musicale.

se avete la possibilità di partecipare a questi corsi non esitate, i risultati saranno sorprendenti.
vi lascio con un video che chiarisce meglio quanto scritto sopra facendovi vedere come sono organizzate queste lezioni.


5 commenti:

  1. :D Bellissimo articolo! Grazie

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  2. Mia carissima Simplymamma, grazie per il tuo articolo, troppo poco si parla della cosiddetta "musica in culla"ed è un vero peccato. Nel corso Orff che sto seguendo a Roma con Paola Anselmi, che sicuramente tu conoscerai, stiamo trattando alcuni aspetti e non ti nascondo che mi piacerebbe fare anche quest'altro percorso! Chissà! Per ora penso a finire quello che sto facendo che trovo entusiasmante!!! a presto

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    1. tu non ci crederai ma avevo in mente di parlarne anche se poi i sembra che quando parli di queste cose ti leggano in pochi e ci si scoraggia. ma si sa la musica è così...ma noi non ci arrendiamo.

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  3. Sono felice di comunicarvi che parlo di voi in http://sosnido.blogspot.it

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