mercoledì 11 gennaio 2012

reggere il tuo sguardo e comprendere le emozioni

piccola mia, non hai idea di quanto è duro per una mamma reggere con convinzione e sorriso uno sguardo sofferente come il tuo
quelle lacrime silenziose, quel musetto all'ingiù, quella tua sommessa e garbata implorazione "mamma io a scuola non ci voglio andare"
senza urla o strepiti, un pianto gentile ma così profondo che mi giunge dritto al cuore.
vorrei capire...ma in fondo credo sia semplicemente normale o almeno così dicono tutti.
a 3 anni non è semplice staccarsi dalla propria mamma e un mese di pausa ha peggiorato ancora di più le cose.

devi imparare a camminare da sola, fuori da qui, da queste mura, senza il mio aiuto. 
è il primo obiettivo di ogni genitore costruire giorno dopo giorno, anno dopo anno quelle ali che ti faranno volare lontano.
e oggi mentre toglievamo il giubbotto e mi guardavi disperata stavo per piangere anche io, sentivo il tuo piccolo dolore, quell'empatia istintiva che porta una mamma a non sminuire mai un pianto che agli adulti può sembrare insignificante. a non sottovalutare mai le emozioni dei bambini forse per noi saranno piccole come loro, ma per loro sono immense, sempre proporzionali alla propria età. 

vorrei vederti serena e felice di andare a scuola, ma forse ci vorrebbe una scuola diversa che non posso offrirti, una scuola dove so che tu vivresti tutto in maniera differente, perchè ti conosco benissimo e non sei una che non sa staccarsi dalla mamma, hai bisogno solo di un'ambiente giusto e stimolante.
l'ho cercato con cura, pensavo di averlo trovato e invece...ne avrei tante di cose da dire.
mi dispiace piccola mia, ma in fondo la vita è così, la società è questa e quindi non c'è miglior allenamento che starci dentro da subito anche se non era quella la situazione che avremmo voluto.
e vorrei almeno una scuola dove le educatrici comprendessero queste emozioni con empatia senza che tu mi dicessi: "la maestra mi sgrida perchè piango, perchè voglio te e mi dice che se piango non posso uscire con loro in giardino" 

mi basta una frase così per capire che tutto quello che leggo sull'intelligenza emotiva e sull'inutilità di minacce o piccole punizioni, resta dentro casa mia...ma quando imparerà la scuola a preoccuparsi anche della parte emotiva di un essere umano, che mia figlia mi porti a casa un bel disegno colorato a dovere senza uscire dai bordi è l'ultima cosa che mi interessa.


aggiornamento al 12/1/2012


sono uscita dalla scuola più arrabbiata di ieri, ho detto alla maestra di non sgridarla perchè piange, e lei mi ha detto ma io non la sgrido le dico solo che a scuola non si piange. bene dalla padella alla brace. ma riescono a mettersi anche solo per un minuto nella testa dei bambini. le emozioni non si mettono a tacere, se un bambino soffre non è dicendogli di non soffrire che gli passa. ma va compreso e gli va offerta una mano per tranquillizzarsi. so che non ha capito. ma alle 13 ci torno per riparlarle con calma (all'entrata di scuola è pressocchè impossibile parlare tranquillamente e soprattutto con la mia cucciola che continuava a piangere).
vi aggiorno!

19 commenti:

  1. Cavolo, questi sono piccoli ricatti e a quell'età è tutto ingigantito. Hai provato a parlarne al direttore?

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  2. non immagino il vortice di emozioni che hai dovuto nascondere quando la tua bimba ti ha guardata triste negli occhi..sii forte

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  3. @rory il problema è che oggigiorno come ti fai sentire un tantino sei la mamma iperprotettiva che vuole insegnare alle insegnanti. andrò a fondo su questa cosa prima di parlare perchè mia figlia è una che adora stare con gli altri e non mi pensa proprio in certe situazioni. se continua a piangere c'è qualcosa che non la fa stare tranquilla. non voglio demonizzare e non voglio fare la mamma pesante per cui alla propria figlia non si può dire nulla. anzi sono la prima a chiedere i No e anche la sgridata se non rispettano le regole. ma le emozioni quelle no, vanno comprese e rispettate. insomma ma solo noi mamme viviamo in aggiornamento continuo?

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  4. @mammamia fortuna che avevo gli occhiali da sole la mattina ormai li porto sempre con me ;-)

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  5. Quello che dici è vero, ma se il disagio della bimba continua, non esitare a parlare. Magari parlane prima con le maestre.

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  6. quanto ti capisco! e quanto condivido ogni singola parola che scrivi...ho vissuto le tue stesse emozioni un anno fa (e in parte le vivo tuttora, anche se per fortuna la mia piccola si è adattata in fretta a questo strano mondo che è la nostra scuola..)ma ancora mi scende una lacrima a ripensarci.. Fatti forza, i nostri piccoli hanno energie impensabili! milly

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  7. tu scrivi....

    "la maestra mi sgrida perchè piango, perchè voglio te e mi dice che se piango non posso uscire con loro in giardino"

    io urlerei....posso capire che i bimbi possano anche fare dei capricci perchè vogliono stare con la mamma ...ci siamo passate tutte ...sia come figlie che come genitori ....ma ricattare ..che inssegnamento è?...grrrrrr...scusa ....dovrei fare coraggio e spronare te ...ma leggere quella frase ....dovrebbero essere loro a coinvolgere i bambini in modo che il distacco cenga superato in maniera diversa ..d'altronde chiamano il primo periodo di scuola accoglienza ...e questo lo fanno sia alle elementari che alle medie ...all'asilo dovrebbero essere più preparate a queste cose.....ma io non sopporterei che mia figlia subisca ricatti perchè non vuole fare una cosa ....certo la vita le offrirà anche una societò di ricatti .....ma non penso cosi....

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  8. Quando leggo queste cose provo una grande amarezza. Voglia di buttare tutti i miei libri di pedagogia. Poi, per fortuna, prova (ancora) rabbia.

    Se al posto di sgridarla o minacciarla perchè piange, le avesse detto, magari chinandosi verso di lei o abbracciandola: "Sei triste, capisco che ti manca la mamma", ci avrebbe messo metà del tempo e sarebbe stata più efficace, e con ogni probabilità la tua piccola avrebbe smesso di piangere molto prima.
    Però non dire "la società è questa...". La società siamo anche noi che ai nostri figli insegnamo l'intelligenza del cuore. E siamo tanti.
    Come mamma so che non è sempre così facile, ma considera di andare a parlare con la maestra. Non ci sono domande nè tanto meno accuse, ma solo una richiesta: la mia bimba ha questo problema / si sente così... possiamo trovare insieme un modo per aiutarla a risolverlo e a stare bene?

    Sento tanta tristezza e delusione nelle tue parole, permettimi un abbraccio.

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  9. @milly già è dura speriamo passi presto!

    @foreverme hai ragione. perfettamente ragione. mi sa che domani mi sentono...

    @bamamma "Sei triste, capisco che ti manca la mamma", ci avrebbe messo metà del tempo e sarebbe stata più efficace, e con ogni probabilità la tua piccola avrebbe smesso di piangere molto prima" esattamente. ne sono convinta e tutti i libri che sto leggendo mi convincono ad utilizzare questo tipo di approccio con mia figlia. poi scoprire che lì fuori è tutto diverso ti fa saltare i nervi ma ti fa sentire anche impotente. perchè so già che mi dirà "ma guardi che sua figlia è un mese che manca da scuola" col sorrisetto che dice "è così cara mamma alla prima figlia" perchè purtroppo è questo che pensano di noi mamme alla prima esperienza con figli e asilo. ma non è così. e vedrò di parlarle. seguirò il vostro consiglio. è normale che un bambino soffra il distacco ma bisogna trovare i modi giusti per aiutarli a superarlo. grazie so che capisci perfettamente le mie sensazioni.

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  10. Come ti capisco, vedere la lacrime davanti alla porta dell'aula fa semplicemente morire. Peró sinceramente non credo che tu debba accettare questa totale mancanza di sensibilità da parte delle maestre.
    Le maestra di Fede sono tutt'altro, accomodanti, sorridenti, protettive e rispettano totalmente i tempi dei bimbi, eppure è una normalissima scuola pubblica.
    Non puoi provare a cambiare per l'anno prossimo (anzi credo che accettino anche in corso d'anni, a scuola di Fede hanno preso un bambino a Marzo), lo so forse è un pò drastica come soluzione ma purtroppo per me spesso è bianco o nero, e non dico sia un pregio eh ;)

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  11. @lacasettadelleidee no non riesco ad essere così drastica, almeno per ora, soprattutto perchè le alternative non mi sembrano migliori, almeno vicino casa mia. gliene parlerò e vediamo cosa succede

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  12. come ti capisco, ho sempre scelto con molta curai punti di riferimento delle mie bambine ma non sempre mi ha detto bene. Quest'anno mia figlia ha iniziato la prima elementare e si trova ad interagire con 2 maestre che non capiscono assolutamente la psicologia del bambino. Mia figlia è più grande e quindi poco più gestibile il problema ma mi riferisce delle cose assurde!
    Credo le cambierò classe.
    C'è anche da dire che invece con la più grande che ha avuto, sia alla materna che alle elementari, maestre stupende (vere perle rare!)ho avuto ugualmente problemi di pianto mattutino, tutti e 3 gli anni di materna!

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  13. Piccola! Mi viene in mente la mia quando piangeva disperata il primo anno di asilo!
    Poi con il tmepo è andata meglio, soprattutto quando anche la sorellina è andata all'asilo con lei!

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  14. Non mi sono spiegata bene, intendevo dire cambiare sezione non scuola! Cmq capisco che non ti vada di cambiare!

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  15. non è che non ti sei spiegata bene forse sono io che l'ho dato per scontato perchè in quella scuola è l'unica sezione di 3 anni:-)

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  16. che rabbia sentire quelle parole dalle maestre!!!
    Anche il mio Ale il primo anno di materna non andava volentieri, e io intuivo che c'era qualcosa che non andava ( lui che è andato al nido senza problemi e non ha mai avuto problemi di distacco ) e anche a me non piacevano molte cose della scuola.
    Ho cambiato scuola d'istinto...tutto è cambiato in meglio.Non mi sono mai pentita,
    un bacio

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  17. Davide va a un nido gestito da suore. Non ci sta male. Eppure... Eppure se io potessi liberamente scegliere, sceglierei per lui una scuola migliore. Sceglierei una scuola montessoriana o steineriana.. come quelle che ammiro nei racconti di La casa nella prateria o di Kosenrufu Mama.
    Però queste scuole costano e per di più sono lontane da casa.
    In una semplice scuola privata sono riusciti a chiedermi per un orario fino alle 16.30 più di 700 euro! Quanto un mutuo di casa!
    Io spero che i nostri piccoli riescano sempre a trovare un ambiente sereno e stimolante per la loro mente ma soprattutto per la loro anima!
    Io però a quella maestra le tirerei un pò le orecchie!
    Io mi dico... fare il maestro come pure il medico non è un mestiere... è una vocazione! Se questo lavoro non lo fai con amore... allora perchè lo fai?
    Ecco.. questo è uno dei miei più grandi dubbi!

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  18. @mammasorriso a cambiare scuola non ce la faccio, almeno per ora, ho paura di trovarmi altri problemi e di creare un trauma nella piccola che sta iniziando ad ambientarsi con i suoi amichetti. aspetterò

    @nellamiasoffitta e ti senti impotente e sai che a certi sogni non ci puoi credere perchè così lontani fisicamente ed economicamente.
    fare l'educatore è una vocazione e richiede un'aggiornamento a vita. il fatto che queste maestre siamo esperte (nel senso che lavorano nella scuola da trent'anni)non significa non mettere in discussione i propri metodi e adattarsi alle nuove generazioni di mamme e bambini che hanno delle precise esigenze. o mamma!!! e siamo solo all'inizio del percorso scolastico

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  19. cara, sarah ha gli stessi problemi... se conosco il sud italia. anche a parlarne al direttore rischi lo sguardo da pesce lesso. ma almeno provaci.

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