giovedì 17 novembre 2011

post aborto: cos'è e quanto dura

è da tanto che ho in mente questo post ma non trovavo mai il tempo, o meglio la forza, per scriverlo.
si perchè ricordo bene quei giorni, prima che tutto accadesse, navigavo in rete, cercando le sensazioni delle donne che ci erano già passate, per sapere cosa mi aspettava, come l'avrei vissuta. 
si parla tanto di post parto, di quel periodo delicatissimo per una donna che sono i mesi dopo la nascita del proprio figlio, ma si parla poco di cosa accade in una donna quando invece una gravidanza finisce e ti ritrovi vuota, senza un bambino da allattare, senza difficoltà da superare, sola con te stessa e con i tuoi ormoni comunque impazziti, sola con quel dolore che non sai quanto è profondo, che non sai quando passerà, quel dolore che agli occhi di tutti sarà già passato e invece tu sai che è lì, nascosto in un angolino pronto a sopraffarti da un momento all'altro.
sono passati quattro mesi e ieri leggevo alcuni miei post, quelli in cui credevo che a natale sarei diventata di nuovo mamma, fanno male, dovrei cancellarli forse, ma non lo faccio, non si possono dimenticare eventi così grandi, lasciano un'impronta con cui devi fare i conti.
ora penso di stare meglio, di esserne quasi uscita. ma è stata dura,
quando ti nasce un figlio, presa dalle mille cose da fare, il tempo vola e quasi non ci fai caso a tutto ciò che ti accade, anche fisicamente.
quando abortisci pretendi di stare come prima già dal secondo giorno. è come se venisse resettato tutto. non sei più incinta e non sei mamma, non devi allattare, non devi cullare...sei semplicemente quella che eri prima di fare il test.
io, due giorni dopo le dimissioni dall'ospedale, ero al mare con la cucciola, sorprendendo tutti. avevo bisogno di quel mare, di osservarlo mentre le onde si infrangevano sulla spiaggia nell'illusione di darti qualcosa per poi riportarla via.
pensavo fosse tutto finito lì, e invece gli strascichi di quel parto vuoto, di quel parto senza un vagito di bambino sono stati strazianti. 
quando ti inducono le contrazioni per abortire il dolore non è forte (certo dipende dal mese di gestazione, io ero al quarto), sono dei forti dolori mestruali, un mini travaglio (che comunque nel mio caso è durato 6 ore) in cui impassibile osservi il tuo corpo che compie l'atto di espulsione di un feto.
quando ho partorito la cucciola i dolori erano strazianti, tanto da non farmi comprendere altro, se non me l'avesse detto l'ostetrica che la testa era quasi fuori, io non l'avrei capito, non lo sentivo, il mio corpo era imbevuto di dolore, la mente aveva poco da comprendere.
in un aborto no, il dolore fisico è lì, tenue, fastidioso e hai il tempo di pensare, di osservare questo esserino che si sposta centimetro dopo centimetro verso l'uscita, puoi toccarlo, "chissà...forse è la sua testa", "ora è ancora più giù", un tragitto, quello dall'utero all'uscita, che tu riesci a percorrere semplicemente osservandoti l'addome. e sei lì nel tuo silenzio, ascoltando una donna di là in sala parto che urla dal dolore e tu aspetti solo di sentire il pianto della vita sapendo che da te uscirà il silenzio.

ti segna. e come se ti segna. e anche se il giorno dopo credi che sia un giorno nuovo scopri che ci vogliono mesi per superare l'evento, mesi finchè il tuo corpo e i tuoi ormoni si dimentichino dell'accaduto.
ci sono le perdite, tipo lochiazioni post parto, dovevano durare da due a otto giorni, ma a me sono durate quindici giorni, una settimana di pausa e poi un lungo ciclo, venti giorni e di nuovo il ciclo.
m'infastidivo. eppure dopo il parto mi durarono venti giorni, ma non me ne sono accorta.
queste invece mi pesavano ogni giorno di più, mi tenevano ancorata a qualcosa che volevo dimenticare, e i giorni sembravano scanditi da quel flusso ininterrotto che mi dava ansia, fastidio, mi riempiva gli occhi di lacrime.
non le accettavo. non accettavo i miei stati d'animo, non accettavo la mia fragilità.
hai l'illusione che tutto passa in fretta e invece il corpo e la mente ti chiedono tempo, almeno tre mesi per tornare alla "normalità".
e senti la ferita profonda, quella che emerge solo in alcuni momenti, quella che non ti dà pace, quella che ti manda in crisi all'idea di riprovarci, quella che si scontra con la parte di te che un altro figlio lo vorrebbe.
e poi c'è lo sfogo peggiore, quello che rileggendo tra le righe che tu stessa hai scritto, ti offre la chiave, la chiave del tuo malessere, quella che ti fa capire che c'è ancora qualcosa che devi sputare fuori, che forse ne hai parlato poco di ciò che hai ancora dentro e proprio con chi ti sta più vicino.
e in seguito a quel post ho parlato a lui, a noi, alla coppia, ho tradotto in parole i pensieri, le paure che ancora mi frullavano in testa. ogni volta. perchè un figlio si concepisce in due e quando tutto finisce anche il punto bisogna metterlo insieme per poter ricominciare.

datti tempo, mi dico, ci sarà un momento in cui avrò la risposta, in cui la bilancia propenderà verso l'avventura di una nuova gravidanza, con coraggio e convinzione.
intanto solo oggi, a distanza di quattro mesi, posso dire che è quasi passata.

28 commenti:

  1. Io non so che si prova ma leggendoti mi si sono inondati gli occhi di lacrime perchè mi è ritornata in mente quella bimba che aveva già scelto il nome del suo fratellino (avevo deciso io che fosse un fratellino, non l'abbiamo mai saputo) e che poi quando lui dopo pochi mesi è volato via ha pianto, ha tanto pianto. Non riuscivo neanche più a vedere qualcosa in tv dove ci fosse un bimbo appena nato, me lo ricordo come adesso, mi alzavo e cambiavo stanza senza dar nell'occhio perchè non volevo farlo pesare ai miei. Certo l'aborto vissuto da una sorellina mancata non è neanche paragonabile a quello che può provare una mamma, che puoi provare tu, e capisco ancor di più quanto possa essere forte se io, semplice sorellina che il suo fratellino l'avrebbe voluto con tutto il cuore sta qui ora, a 30 anni, a piangere come una fontana. E sai quando mi sono sposata ero terrorizzata che restando incinta potesse accadere anche a me, e sono stata impaurita per tutta la durata delle due gravidanze. Forse la paura non te la scrollerai di dosso mai totalmente, ma il coraggio e l'amore vanno aldilà della paura superando le nostre aspettative. E' strano non ho raccontato questa cosa mai a nessuno, ed ora l'ho fatto in un commento. Un abbraccio

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  2. So quello che si prova
    posso dirti una cosa
    il giorno in cui sono riuscita a parlare con il mio profondo dolore come hai fatto tu oggi
    è stato il giorno in cui sono risalita dal baratro.
    Ho rivisto il sole e inconsapevolmente ero pronta per essere di nuovo felice.
    Starai bene, profondo dolore non ti lascerà ma smetterà di farti male...ti abbraccio con tanto affetto

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  3. So esattamente cosa provi, io ho perso il mio bimbo a 12 settimane a fine agosto, in silenzio, senza avvisaglie, senza farmi male. Due raschiamenti, perché il mio corpo non voleva lasciarlo andare. Ricordare l'eco di due settimane prima durante la quale ci eravamo innamorati di lui, vedendolo sgambettante e pieno di vita solo due settimane prima. Perché proprio lui? Perché proprio a noi? Sensi di colpa. Pensare se il nostro piccolo nella mia pancia avesse in qualche modo sofferto. Tutti i progetti infranti. Ho pianto, ancora piango chiedendomi perché. Un perché che non riesco a trovare, che non c'è. Va meglio... anche se non sono ancora riuscita a trovare la mia serenità...

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  4. @lacasettadelleidee e il tuo commento ha fatto piangere me. la cucciola fortunatamente non è stata coinvolta, ha compiuto 3 anni da poco a non ha compreso quello che è accaduto ma è proprio la voglia di non lasciarla sola che mi spinge a riprovarci. un abbraccio grande.
    @stresserentola esattamente, capisci il momento della risalita "ecco il fondo, ora si risale" ma ci vuole tempo e questo non te lo dice nessuno dopo un aborto. sai oggi ho scritto questo post con serenità e accettazione, quello del baratro è stato quello che ho linkato postato qualche settimana fa. ora sono più lucida. e so che profondo dolore è sempre lì ma si riesce a vedere meglio tutto.
    @lizzina mi dispiace tanto. ecco il mio post è stato scritto con l'intento di arrivare a tutte le donne che ci stanno ancora dentro, per rassicurarle, per dire loro che non passa in fretta e che è fisiologico, anche gli ormoni fanno la loro parte per alcuni mesi. a me è accaduto a inizio luglio e fino al mese scorso stavo malissimo adesso sembra andare meglio. parlane parlane parlane. è stato anche il consiglio del mio medico curante il giorno in cui mi sono sfogata davanti a lui. ti sono vicina. col cuore.

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  5. Cancello e riscrivo, cancello e riscrivo.
    Questo tuo post è estremamente lucido. Ogni mia parola è di troppo.
    Ti abbraccio.

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  6. @robin :D grazie il tuo affetto è arrivato comunque.

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  7. ti abbraccio tanto tra le lacrime, tante....ma vedo che riesci a scriverne e a parlarne, e sono contenta perchè credo che tu stia un po' meglio

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  8. io non so cosa dire. solo che mi hai toccato il cuore!
    Ti mando un fortissimo abbraccio

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  9. Non ho parole... un abbraccio però sì...

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  10. grazie per avere condiviso questo dolore, che è profondo, che ci appartiene,che è troppo feroce per fermarsi a osservarlo, che fa venire i brividi a qualunque donna...e brava, per lo sforzo di analisi e lucidità che stai facendo: sicuramente aiuterà te e la tua famiglia a rialzare con speranza lo sguardo!

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  11. io non so cosa si prova... non oso immaginarlo... e ti abbraccio forte... so però che un grande dolore (qualunque esso sia) ci vuole tempo per metabolizzarlo, per farci i conti... ma il tempo in questi casi non può essere determinato dalle ore/giorni/mesi... ci vuole quello che ci vuole... ed il dolore a volte torna ad ondate... sono sicura che però si impara a nuotare ed a non essere più sopraffatti da quelle onde... si può imparare ad assecondarle... e si ritorna a nuotare...
    ti abbraccio forte cara... e grazie per essere presente nel mio blog... è importante per me in questo momento...

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  12. @tutte grazie davvero
    @kikka i blog ci aiutano tanto per qualsiasi situazione, sono il nostro punto forte, ci aiutano a stare a galla. e se hai bisogno sono qui.

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  13. ciao. L'ho letto il tuo post e l'ho riletto. Non conosco questo dolore e non conosco te perché sono arrivata qui oggi, per caso. Ora ti metto nei preferiti :)
    Mi piace quello che hai scritto, mi piacciono le persone che si espongono per parlare di argomenti scomodi, perché fa bene a loro e fa bene a chi queste cose le legge e si riconosce. Sono d'accordo che, quando si affronta un dolore tanto grande, bisogna parlarne e trovare la forza di parlarne con chi si ha vicino. E bisogna darsi tempo di elaborare il lutto e accettarsi se sembra non passare.
    So, per mia esperienza personale, che questo dolore ti sta costringendo a un duro lavoro interiore e un giorno, quando andrà meglio, ti accorgerai che non è inutile, che è prezioso. Pone le basi della rinascita. Davvero.
    Un abbraccio grande

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  14. @barbara-mammafattacosì felice di conoscerti! grazie per le belle parole. se questo post oggi c'è è proprio perchè ho elaborato, non ho pianto mentre scrivevo, ed ho compreso quanto è stata dura e che quando pensavo di stare bene non era così. un argomento scomodo come dici tu, perchè degli aborti si vorrebbe tacere, si vorrebbe far finta che non è successo nulla e invece è un segno profondo, da elaborare. e spero davvero che questo post sia d'aiuto a qualche donna che ci sta dentro. grazie ancora.

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  15. ma io sono sicura: questo post E' d'aiuto!
    a presto
    ci vediamo su retelab ;)

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  16. Ho letto con molta partecipazione questo post.
    Non so se è la società moderna che vuole le donne efficenti, come se non fosse successo niente, sia dopo il parto sia dopo un aborto. Invece tutto è uguale, ma tutto diverso. Noi donne per prime non dobbiamo cadere nel tranello. Per questo i post come il tuo sono importantissimi per condividere sentimenti ed esperienze. Un abbraccio. Ce la farai. Ce l'hai già fatta. Grazie.

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  17. Si vede che novembre è il mese della riflessione interiore. Anche io qualche giorno fa mi sono aperta, in un post. Ho confessato un dolore remoto che non se ne voleva andare e che mi ha condizionato per tanto tempo.
    Nulla a che vedere con il tuo, non è neanche paragonabile, ma sono convinta anche io che faccia bene tirare fuori per guardare le cose sotto un'altra luce, rielaborare e superare.
    Scrivere e avere delle fedeli lettrici aiuta molto, è il calore della loro vicinanza che fa bene, non è un calore fisico ma scalda lo stesso il cuore.
    Per questo sono qui, per contribuire con la mia piccola fiammella virtuale a darti conforto e calore.
    Mi dispiace. ti abbraccio

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  18. Oh Simply, mi hai davvero toccato il cuore con questo post. Quanta lucidita e quanto dolore e quanta consapevolezza senza autocompiacimento.
    Inorridisco all idea che queste situazioni saranno rese piu frequenti dal fatto che il governo uscente ha ribadito il divieto alla diagnosi preimpianto. Ma non voglio essere troppo polemica, voglio solo mandarti il mio abbraccio e sono felice di sentire che ne stai uscendo. Sei grande.

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  19. cara Simply, anch'io faccio fatica a mettere giù delle parole che possano aiutarti in questo momento. Certe volte, piuttosto di dire o scrivere banalità preferisco stare in silenzio. Quindi...sono passata di qui solo per abbracciarti e dirti solo questo: sono sicura che ce la farai.

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  20. Ciao,
    ieri io e mia moglie siamo andati a fare la nostra prima ecografia. Abbiamo già un figlio, che ha due anni e mezzo. Quando l'ecografista ci ha detto "no, non va bene" e ci ha detto che mia moglie aveva abortito io mi sono sentito svuotare. Forse è qualcosa di simile a quello che proverà mia moglie domani, andando a fare il raschiamento (da sola, perché in day hospital non accettano accompagnatori). E invece temo che sarà anche peggio del mio senso di svuotamento. E da ieri non passa minuto in cui io non mi interroghi sul come aiutarla, su come starle vicino per farla stare meno male. Non riusciamo a parlare. Forse è presto ancora per farlo. Solo ogni tanto gli occhi umidi tradiscono la presenza di un dolore che, come dici tu, sarà questioni di mesi allontanare.
    Leggere quello che hai scritto un po' mi aiuta, un po' mi butta giù. Comunque grazie, e scusa se ho approfittato di questo spazio per il mio piccolo sfogo.

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  21. Ciao a tutti...

    Dieci giorni fa ho perso il mio angioletto per incontinenza cervicale, a 21 settimane di gravidanza, senza alcun preavviso. Ricordo come un film quel sabato...ricordo quali faccende di casa ho fatto quella mattina, ricordo una strana ma piccolissima perdita di acquetta alla quale non ho dato importanza, ricordo cosa ho mangiato prima di andare a lavorare, ricordo la solita stanchezza serale ed il desiderio di una doccia bollente, ricordo un temporale...poi mi spoglio e trovo una perdita di sangue sugli slip. Il panico. Una chiamata al volo a mia mamma e mio marito che era ancora a lavoro. In ospedale l'ecografista mi guarda impietosito e mi dice "Signora, ma qui il sacco è in vagina e l'utero è aperto...e parecchio". Era la mia prima gravidanza, arrivata a soli 15 giorni dal giorno del matrimonio con l'uomo della mia vita...e il sogno stava per svanire. Il nostro bimbo sano e forte era lì, rannicchiato in un angolino e lontano, per quanto possibile, dalla parte di sacco che era scesa giù. Un giorno e mezzo in ospedale, immobile, con le gambe all'aria, i pianti e la speranza di poter resistere quanto più tempo possibile...e poi alle 3 del mattino di lunedì sono arrivate le contrazioni. Contrazioni, vomito, contrazioni, vomito. Ricordo lo sguardo impotente del mio bellissimo e dolce marito. Il mio corpo voleva espellere il nostro bimbo che, se fosse stato nella pancia di una mamma più forte ora sarebbe vivo. Cinque ore di dolori, un parto ed un raschiamento dolorosissimo e lacrime e pianti di disperazione. Il senso di colpa di aver deluso tutti...e soprattutto il senso di colpa di non aver avuto il coraggio di guardare e abbracciare il mio bambino dopo il parto, mentre moriva. Ho chiuso gli occhi mentre il ginecologo mi ripuliva...li ho riaperti solo un istante e ho visto l'ostetrica che guardava il mio piccino, con occhi sbarrati e una mano sulla bocca...ma io il mio piccolino non l'ho visto. Pensavo di volerlo solo sognare, immaginare...e ora questa cosa mi sta uccidendo letteralmente.

    Continua (Daniela)

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  22. Nel mio schifido lettino d'ospedale, dopo il 'parto'...stranamente manca mia mamma, mio marito e la mia zia ostetrica che mi aveva aiutato durante il travaglio. Il silenzio. Dopo qualche ora, mio marito mi raggiunge e sottovoce mi dice che il bimbo l'hanno chiamato Giovanni e che è stato portato al cimitero dove presto avrebbero messo una targhetta. Era piccolo, bellissimo, avvolto in una garzina. Ho gridato di dolore un NO che ricorderò per sempre.
    E ora eccomi qui, nella mia cucina, il sole ed il mare dalla finestra, gli uccellini che cantano, la borsa pronta per ritornare a lavoro...e la morte nel cuore. Sul davanzale della finestra c'è una lavagnetta con un messaggio scritto qualche giorno prima, appena sveglia, a mio marito: "Buongiorno amore mio!!! Io e Baby vogliamo dirti che la cosa che ci piace di più al mondo è stare tra le tue braccia! Ti amiamo". Non ho il coraggio di cancellare quelle parole ma ogni volta che le leggo sono trafitta da una coltellata al cuore.
    Mi sento in un limbo indefinito...tra il dolore per la perdita del nostro angioletto e l'angoscia di una nuova gravidanza che si presenta già a rischio. Mi sento morta, vuota, inutile, in colpa...eppure negli ultimi giorni sto fingendo (a grande grande fatica) di stare più o meno bene perché la vita mi sta dando un altro calcio nel sedere, del tutto inaspettato: le crisi di panico di mio marito.............
    Mentre dorme, mentre siamo a tavola, mentre guarda la tv...si sente male, ha l'angoscia, gli manca il respiro, dolori al petto, pressione alta, tremori e io non so assolutamente cosa diavolo fare. Vorrei piangere, ma non posso. Cerco di stargli vicino ma vedo che la cosa sta peggiorando pian piano: all'inizio era lui a darmi coraggio ma, evidentemente, il dolore l'ha sopraffatto.

    Non so che fare...vorrei solo sparire, sparire, sparire.

    Mi chiedo come sarà la nostra vita da oggi in poi. Baby è arrivato appena ci siamo sposati ed è come se non fossimo mai stati soli in questi pochi mesi di matrimonio...e ora si ricomincia da capo...come quando eravamo fidanzati. Una vita nuova e terribile.

    Dopo una crisi di mio marito, due giorni fa, ho pianto a dirotto chiedendogli nuovamente scusa per non averlo reso papà e lui mi ha detto una cosa che mi ha spaccato il cuore in mille milioni di pezzi per la dolcezza e per tristezza insieme: "Io sono già un papà"...ed abbiamo pianto insieme.

    Non so se ci riprenderemo mai. Il dolore è troppo forte e temo che questa cosa che è accaduta non ci farà mai più ritrovare la spensieratezza e l'amore profondissimo che ci ha sempre legato.

    Daniela

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    1. Cara Daniela
      tutto quello che hai scritto mi rattrista tanto il cuore. so cosa provi, so cosa si vive e so quanto tempo ci vuole perchè passi. passa o meglio migliora. proprio giorni fa mentre riponevo le robe che alla piccolina ormai non vanno più ho ritrovato una busta con all'interno una camicina della fortuna e delle calzine che mi furono regalate in quella sfortunata gravidanza. non le ho usate per la nuova arrivata, nè tanto meno le ho buttate. sono lì nella loro bella confezione assieme ai ricordi delle altre due mie figlie. quella bimba fa parte della mia vita, è un'altro elemento della mia famiglia. riconoscere questo ti aiuta a guardare avanti. il tempo rimarginerà le vostre ferite, è un lutto a tutti gli effetti. e ci saranno nuovi momenti come per me è arrivata un'altra bambina con la sua gioia e tu non dimenticherai ma troverai nuove forze e nuovi sorrisi. un abbraccio forte.

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  23. Sono sdraiata su un letto di ospedale,l'ospedale in cui questa mattina io, il mio compagno e il mio bellissimo bimbo di due anni ci attendeva per l'ecografia morfologica.Ora invece,a distanza di ore che sembrano giorni, sto aspettando che queste subdole contrazioni facciano il loro sporco lavoro.Quattro cicli di induzione e ancora niente. Troppe cose da pensare e ancora solo incognite.Incognite sul perché,incognite sul dopo.E tanto dolore interiore tangibile e tanti brividi di freddo e tanti crampi e tanto sonno ma chi dorme e e tanta fame ma non si mangia.Si soffre,piangendo con le mani sulla faccia,poi sentirsi svuotata, poi si piange di nuovo affondando la faccia nel mio compagno.Mi manca il mio bimbo e spero a casa coi nonni e la febbre e spero di metabolizzare abbastanza bene per lui.

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  24. Ciao Elvira, leggo solo ora il tuo commento. Proprio oggi che per la prima volta abbiamo raccontato alla cucciola di ormai 8 anni che tra lei e la piccola c'è stata una sorellina che non è mai nata. Lo ha fatto mio marito, così, quasi per caso....ecco rimangono nel nostro cuore per sempre e faranno parte della famiglia per sempre. ci vuole tempo...tanto tempo...ma sono sicura che sentirai quell'angioletto sempre accanto a te. Con affetto

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