giovedì 30 settembre 2010

figli della crisi

brancolo nel buio...è uno di quei momenti in cui non vedo via d'uscita e forse non ce n'è, almeno per il momento.
aspettare, aspettare....aspettare che il vento giri a nostro favore...ma quando? le cose sono sempre più complicate, la crisi è passata, spendete!
ma quando??? il peggio deve ancora arrivare e noi ci siamo dentro, dalla testa ai piedi, marito e moglie.
facciamo parte di quella generazione di sfigati nati negli anni settanta che si è ritrovata a vedere nel futuro il rischio povertà, il rischio di non farcela, il vuoto, il nulla.
parole pesanti lo so. ma è così che mi sento. anni di studio per nulla, quel poco di lavoro che facevo saltuariamente, sparito. e l'idea di un lavoro stabile che permetta di rimettere ordine nella mia vita solo un sogno. e questo per colpa di chi: della globalizzazione. della crisi mondiale, di scelte sbagliate, di tagli del tipo dobbiamo risparmiare e quindi non compriamo il pane. sono stufa! stufa del protrarsi di una situazione tanto pesante, stufa dell'espressione di mio marito: scontenta, insoddisfatta, preoccupata, rassegnata.
sembra che stiamo combattendo contro i mulini a vento, sembra che non ne verremo mai fuori, sembra che per quanto ci stiamo impegnando, e ci stiamo davvero impegnando, incontriamo davanti al nostro cammino sempre persone sbagliate, riforma sbagliate, momenti che la storia considererà negativi e noi che ci stiamo dentro, completamente.
noi, la famiglia tipo, figlia della crisi, lui disoccupato, lei precaria disoccupata. noi che rientriamo nelle percentuali peggiori che i tg elencano con tanto clamore: quelli che non vanno in vacanza. quelli che non arrivano a fine mese, anzi che neanche lo iniziano, quelli che appendono le lauree al muro, quelli che appartengono ai nuovi poveri.
ci siamo in tutte, in tutte le suddette categorie e non gliene frega niente a nessuno, a nessun ministro, a nessun politico, a nessuno di coloro che un lavoro ce l'ha e magari ti guarda con aria impietosita. nessuno.
ma noi ci siamo cara Italia, noi ci siamo caro governo, e non siamo incapaci e non siamo gente che ha poca voglia di faticare e non siamo nè stupidi, nè ignoranti, nè gente che crede che il lavoro piova dal cielo. abbiamo sempre creduto, anche se in settori diversi, in quello che facevamo, e l'abbiamo fatto con amore, con passione, con volontà, con diligenza, con merito. quella che ci è mancata è la fortuna. la fortuna di essere al momento giusto nel posto giusto, la fortuna di poter arrivare al traguardo senza che quando ci sei arrivato te lo spostino di altri 40 km.
la famiglia tipo, la famiglia figlia di questa crisi, la famiglia figlia delle scelte sbagliate, la famiglia che non riesce a garantire non solo il futuro ai suoi figli ma neanche il presente. 
noi ci siamo e so che siamo tanti, tanti a soffrire in silenzio, a sperare che cambierà, a rimboccarsi le maniche e fare delle scelte nuove, ma che non sempre vanno a buon fine perchè...perchè c'è la crisi. e nessuno ti assume e tutti tirano la cinghia. e tu ti ritrovi a pensare a tutti gli avrei dovuto. avrei dovuto fare questo, avrei dovuto studiare quest'altro, avrei dovuto aspettare, avrei dovuto. e il cervello s'inchioda tra te e quel portafoglio vuoto, tra te e quella insoddisfazione profonda, tra te e quella vita precaria, senza orari, senza organizzazione. senza un punto certo, tra te e le testardaggine di studiare ancora, di darti ancora una possibilità prima di dichiarare fallimento, un fallimento che non hai voluto tu, che non abbiamo voluto noi, perchè siamo in gamba, perchè se questo è un paese che va verso la meritocrazia allora uno spazietto dovrebbe esserci anche per noi. l'autostima quella no, non me la toglierete, non mi metterete in ginocchio, c'ho messo una vita per credere in me e ora ci credo. ora so quanto ho percorso e come l'ho percorso. semplicemente non sapevo che questa strada fosse un vicolo cieco, questo no. e ora vorrei poter tornare indietro, fare la scelta giusta, non quella che risponde alla domanda cosa vuoi fare da grande ma la scelta studiata, valutata non in base ai sogni ma in base alla risposta alla domanda cosa posso fare da grande. la scelta giusta, quella che ci avrebbe portato ad una certezza, minima ma pur sempre una certezza. non ho mai sognato di diventare ricca, non ho mai neanche lontanamente pensato a stipendi esagerati. ma il minimo quello che ci permetta una vita dignitosa, quello che ci permetta di guardarci negli occhi e di dire è da qui che si parte, è da qui che dobbiamo mandar avanti la baracca.
sono stufa! 
stufa del nulla. stufa della crisi. stufa dei miei pensieri. stufa dei suoi pensieri. stufa dei nostri discorsi.
stufa di questa situazione buia, difficile, preoccupante.
semplicemente stufa!

15 commenti:

  1. Mi dispiace tantissimo per questi pensieri e ti capisco tanto...due anni fa anche io sono stata senza lavoro per un anno ma per fortuna il mio bimbo non c'era ancora...anch'io ho avuto giornate bruttissime e pensieri neri...anch'io come te ho appeso la laurea al muro..troppo difficile farla fruttare...ho optato per un altro lavoro che fortunatamente è arrivato ma cmq pur lavorando in due si arriva a fine mese con l'acqua alla gola..forse non siamo dei buoni risparmiatori..
    ti auguro che tutto si sistemi per il meglio..
    un abbraccio forte..

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  2. Mi spiace venirti a trovare e scoprire tutto questo. Di certo non mi lascia indifferente.Difficile dire la cosa giusta perché si vorrebbe solo dare una soluzione. Dico solo che non devi arrenderti, non devi scoraggiarti e devi continuare come hai fatto fin'ora senza farti convincere che le cose non possono cambiare. Rimani attenta e vigile e in qualche modo le soluzioni possono arrivare.

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  3. Simply! come mi dispiace sentire tutta questa amarezza! non ci conosciamo personalmente ma tra noi c'è sempre stata molta intesa ed ora percepisco tutta la tua preoccupazione. Proprio in questi giorni parlavo con mio marito dello schifo dei tagli e di quanto sia assurdo che se da un lato ci sono persone meritevoli che sono costrette a reinventarsi un lavoro, dall'altra ci sono soubrette ( e pure straniere ) che guadagnano molto senza fare nulla di particolare...che situazioni assurde! Ti auguro che tutto si risolva...ti abbraccio!

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  4. Carissima, mi spiace troppo sentirti così, ma capisco bene, la frustrazione e la rabbia, il vedere che nonostante gli sforzi le cose non si smuovono. In ogni caso, anche se è difficile, non buttarti giù, rimani a testa alta e non farti abbattere troppo. C'è sempre bisogno di fiducia e speranza. Non aiuteranno sicuramente, ma alleggeriscono molto e poi io spero sempre che le cose, anche per questa Italia, tornino a girare per il verso giusto..non possiamo continuare così.. -___-

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  5. mi spiace tanto...è difficile dire la cosa giusta...ti auguro solo di non perdere la forza e la speranza ...un abbraccio.

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  6. non mollare!
    vedila così, per il momento hai la possibilità di occuparti di tua figlia... magra consolazione ma utile.

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  7. Io sono più che precaria...sono una lavoratrice in nero...ma ho uno stipendio...dopo anni sono passata da 5.50 euro/ora a 7euro/ora (come la signora che mi aiuta nelle pulizie) sempre in nero e sono un medico veterinario...amaro..ma è così e ringrazio il cielo di avere questo...misero ma prezioso lavoro. La situazione non è rosea per nessuno, ma capisco il vostro disagio, il lavoro è vita, spero per te arrivi presto quello che desideri, o almeno qualcosa di non troppo brutto (che cosa siamo costretti a sperare!)

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  8. Ti abbraccio forte forte. NOn posso fare altro ma questo sì.

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  9. Hai perfettamente ragione... è vergognoso e terribilmente ingiusto. Entrata nel mondo della scuola ho conosciuto situazioni assurde... persone che vivono in Calabria e vengono a Roma a lavorare lasciando uno o due figli a casa... alcuni se ne portano uno dietro e l'altro sta con i nonni... figli che crescono senza uno o due genitori... Sono persone che vivono in affitto insieme a sconosciuti (un po' come quando si va all'università con la differenza che hanno 40 - 50 anni. Il venerdì arrivano a scuola con la valigia perchè nel pomeriggio hanno il treno o il pullman per tornare a casa... la domenica notte prendono la loro valigia e se è il caso i figli... e tornano qui per trascorrere la settimana. Fa male vedere i loro volti stanchi ... e se domandi loro del perchè di tutto questo sacrificio ti rispondono che è l'unica strada possibile. La crisi c'è ... eccome se c'è! Simply, la ruota gira... per forza gira! Un abbraccio!

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  10. @tutte grazie amiche. ogni vostra parola rappresenta un piccolo aiuto. so che a livello pratico serve a poco ma a livello psicologico davvero molto. grazie ancora perchè ci siete.

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  11. Coraggio. Potete farcela. L'importante e' non perdere la speranza!
    Ti abbraccio

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  12. ciao, era un po' che non ti leggevo e mi dispiace davvero tanto trovarti con questi pensieri. Vorrei dirti tante cose per tirarti su ma non so da che parte cominciare... capisco perfettamente come ci si sente, in certi periodi è davvero dura; a differenza di te io mi tengo tutto un po' dentro, non riesco a esternare queste cose e so che questo non mi fa un gran bene. Cerco sempre di mantenere il mio sorriso e di affrontare le difficoltà di sempre ma solo le poche persone che mi conoscono bene possono sapere come sto davvero. Dobbiamo comunque cercare di tirare fuori da noi una forza che pensiamo sempre di non avere, ma c'è, e guardare solo avanti sperando che tutto prima o poi si sistemi al meglio. Ce la farai ne sono sicura. Un abbraccio forte.

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  13. @ika e @mailcieloèsemprepiùblu grazie davvero. ho bisogno di parole che mi sostengano e mi aiutino a superare diversamente questo momento.

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  14. ciao Simply
    ricambio con molto piacere la visita e sono contenta di fare la tua conoscenza (che giri di parole!!!)
    certo questo non è per niente un bel momento, fortunatamente io sono un'insegnante di scuola primaria e per il momento ho il posto, sono di ruolo, ma con la situazione attuale è meglio stare sul chi vive!!! certo che senza un lavoro è difficilissimo tirare avanti e ci dicono che la crisi è passata e stiamo andando verso la ripresa ... speriamo perchè ne abbiamo davvero bisogno!!!
    un abbraccio Patrizia

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  15. @cara patrizia benvenuta! non vorrei essere troppo pessimista ma io credo che il momento peggiore della crisi deve ancora arrivare perchè con questi tagli nella scuola che si aggiungono agli altri c'è troppa, troppa gente in difficoltà! e questa gente non compra, non spende, non aiuta di certo l'economia a riprendersi. che brutto periodo!

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