venerdì 3 settembre 2010

...e riaffiora il ricordo del parto!

due anni fà, l'entrata del mese di settembre mi riempì di ansie e timori, sensazioni che non sapevo spiegare. sì, perchè settembre sarebbe stato il mese di nascita della cucciola. erano otto mesi che amici e conoscenti mi chiedevano quando nasce? e io a settembre! e quel mese, che al test di gravidanza ti sembra così lontano, ad un certo punto arriva. settembre per me è stato sempre un mese particolare, forse perchè ha sempre coinciso con l'inizio della scuola, sia da alunna che da insegnante, con la fine della mia tanto cara estate, che è una stagione che adoro, perchè senti che si riparte e ti aspetta un nuovo anno da affrontare, un nuovo autunno e un nuovo inverno con tutto il fascino che hanno con sè. e questa volta settembre era davvero la svolta, saremmo diventati in tre. il parto era previsto per la fine del mese e io ne ero fermamente convinta, anzi addirittura mi permettevo di dire "me lo sento. certe cose si avvertono. non nasce prima del 29 settembre!" forse queste mie espressioni erano dovute, più che ad un sesto senso (che non ho), alla paura e alla voglia di pensarlo più tardi possibile, quando forse sarei stata pronta. e mi sono permessa anche di non preparare la valigia. sì, proprio così, la famosa valigia che nonne, zie, e mamme di vecchia data ti dicono di preparare dall'ottavo mese, perchè non si sa mai, mi faceva una paura. non sono scaramantica ma in quella situazione avevo la sensazione che, una volta preparata, avrei partorito il giorno dopo e quindi volevo aspettare la data presunta parto, non considerando il lungo tempo che questa operazione comporta e tutto il caos che ne nasce se la situazione precipita all'improvviso (in gravidanza, come sostiene anche mio marito, ero mooooolto più complicata della normalità e quindi vi lascio immaginare quante ne ho combinate!). avevo scelto di partorire in un ospedale con reparto di neonatologia, a 50 km da casa, anche perchè il ginecologo che mi ha seguito prestava servizio lì. e non vi dico la paura di non arrivare in tempo come mi angosciava ( anche se agli amici ridendo dicevo sempre "al massimo partorirò in macchina!") ma tutti mi tranquillizzavano: il travaglio di una donna al primo figlio è sempre abbastanza lungo e quindi questo sarebbe dovuto essere l'ultimo dei pensieri.
a metà mese la svolta. mio marito praticamente mi obbliga a preparare la valigia e ricordo ancora con quanta tenerezza, gioia ma anche ansia, con in mano quel lungo elenco scaricato da internet e dal reparto ospedaliero ...tutine, pannolini, camicie da notte, i-pode... venivano depennati man mano dalla lista.
due giorni dopo, porto il resoconto del monitoraggio al mio ginecologo che mi fa ricoverare con urgenza, la piccola era in sofferenza fetale. erano le 21 e io ero lì nel suo studio quando mi dice:
 "signora, lei si ricovera ora. qui c'è qualcosa che non va e il liquido amniotico è già in diminuzione"
"come ora! ma non sono pronta! io sto bene e la bambina l'ho sentita! facciamo domattina il tempo di sistemarmi, magari vado a ripetere il monitoraggio..." l'ansia mi ha assalito come non mai, non me l'aspettavo, non ero pronta, avevo paura, la bambina stava male. quanti pensieri affollavano la mia mente.
"signora, per il bene della bambina lei si ricovera adesso" tornai a casa stordita, mancavano ancora dieci giorni alla data presunta parto, al mio sesto senso che diceva che era presto e invece...
il tempo di avvertire mia madre, che ovviamente si è precipitata da noi, di prendere in fretta la valigia, che per fortuna specialpapi mi aveva obbligato a preparare, e via. quei 50 km sono stati i più lunghi della mia vita. non sapevo cosa stava accadendo, quando sarebbe nata, come avrei affrontato il parto.
arrivata in ospedale monitoraggi a non finire, la bimba era in posizione ma di contrazioni neanche l'ombra. e quindi si profilava la possibilità del cesareo, cosa a cui non ero pronta, perchè tra le mie convinzioni c'era anche quella che avrei partorito naturalmente. passarono 48 ore tra monitoraggi continui, attese, e rischi cesareo. non capivo più nulla. tanto che ad un certo punto la paura l'ha fatta da padrona e sono scoppiata a piangere nel corridoio abbracciando mio marito. eh sì in quei momenti hai paura. per te in prima persona e poi per il bimbo che porti in grembo. paura per quello che ti sta per accadere con la consapevolezza che non si torna indietro. la via di uscita è una sola. si soffre. tutti i pensieri dolci e mielosi della gravidanza mi avevano abbandonato. nel pomeriggio decidono di stimolare il parto con le prostaglandine, ma niente. niente contrazioni. decido di aiutarmi, anzi aiutarci e inizio a camminare, camminare, salire e scendere le scale. fare foto alla nostra attesa, alla faccia ansiosa di mia madre, di mia suocera. per sdrammatizzare un pò. ad un certo punto. splash! un fiume in piena. si rompono le acque! proprio come nei film. ero felice. finalmente stava accadendo qualcosa, finalmente stavo per partorire. ricordo benissimo la faccia di mia madre mentre entravo in sala travaglio, era preoccupatissima e io presa da un momento di coraggio "sì mamma, non ti preoccupare, ce la faccio" entro, mi stendo, prendo il mio i-pode, inizio ad ascoltare musica ricordando tutto ciò che avevamo detto al corso pre-parto. recuperare le energie quando le contrazioni non ci sono, concentrarsi sulla cucciola. aiutarla nel suo lavoro. perchè il parto è di tutte e due. iniziano i primi doloretti, tipo dolori mestruali. poca dilatazione "signora, cerchi di stare tranquilla, ci vorranno cinque- sei ore" . nel giro di 20 minuti non riesco ad avere più il tempo per respirare, le contrazioni, molto dolorose si susseguiono l'una dall'altra senza tregua. ho iniziato a sollecitare le ostetriche. "aiutatemi! sto male. come faccio ad affrontare sei ore così, senza tregua." non mi ritrovavo per niente con i tempi letti sui giornali e spiegati al corso. volevo l'epidurale, volevo un'anestesia, volevo qualsiasi cosa mi facesse stare un pò meglio. non avrei sopravvissuto a 6 ore di quel ritmo incessante. ovviamente, l'anestesista al momento non era disponibile e l'epidurale spesso è solo un'utopia o un colpo di fortuna. volevo scappare. volevo uscire fuori e dire a mio marito di portarmi in una clinica privata lì vicino dove l'epidurale l'avrebbero fatta di sicuro. non mi importava quanto avrei speso. stavo male. e nessuno mi capiva. pensavano fossi semplicemente una che si lamenta troppo. "stia calma signora. c'è tempo!" improvvisamente inizio a spingere. non dovevo farlo. ma il mio corpo non mi diceva altro. ma come è possibile si spinge solo alla fine e io sto già spingendo. non riuscivo a fare altro. spingevo con tutta me stessa. cercavo le posizioni più comode. ma niente. no. non sarei sopravvissuta a sei ore così. allora sono questi i dolori del parto. ma mi avevano detto che le contrazioni arrivano ogni trenta minuti, poi ogni quindici e che bisogna controllare il lasso di tempo tra una e l'altra e invece non passavano più di due minuti e spingevo spingevo. altro che i-pode! chiamo nuovamente l'ostetrica dicendole che non riesco a far altro che spingere. mi controlla e..."ma sta nascendo!!!" improvvisamente mi hanno messo sul letto, trasportata velocemente in sala parto, circondata da medici e ostetriche "sta nascendo! sta nascendo!" da quel momento non ho avvertito più dolore, sapevo che dovevo collaborare, ero partecipativa, sapevo che dovevo aiutare mia figlia a nascere, che era una fatica che stavamo compiendo in due, non avevo paura e vi giuro il dolore non lo sentivo più. il tempo di mettermi sul lettino della sala parto, due spinte ed è stato il momento più bello della mia vita. ho sentito la sua voce, il suo pianto. me l'hanno data e le ho detto "cucciola (ovviamente col suo vero nome) ce l'abbiamo fatta!" e ci siamo guardate, un lungo sguardo d'amore e piangevo. piangevo di gioia. un'emozione così forte, così profonda che ti entra nelle vene, si imprime nell'anima per sempre. non potevo crederci ma anche i medici non ci credevano, fino ad un'ora prima la mia dilatazione era al minimo.
questo è stato il mio parto. un parto precipitoso, un travaglio breve ma violento e doloroso, durato dalla rottura delle acque alla nascita, due ore!
ciò che mi preoccupa ora è: se dovessi avere un'altro bambino, visto che il secondo parto in genere è più breve del primo, quanto durerà...?

17 commenti:

  1. Durerà poco, per tua fortuna, e se sarai altrettanto brava come la prima volta. Sì, brava: consapevolmente o meno, il tuo corpo ha partecipato attivamente a questo "percorso da fare", e lo hai fatto nel più breve tempo possibile!
    Da come lo racconti ci sarebbero tanti buoni motivi che spiegano il perché sia andato tutto liscio, ma quello che mi rattrista sempre è sentire del personale ospedaliero che, invece che "osservare", si basa sempre su preconcetti, come se non avessero ancora imparato che ogni parto è una storia a sé...

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  2. @ondaluna sì, poi ci ridi, ma quel senso di incomprensione non lo dimenticherò e soprattutto per un pelo non ho rischiato di partorire DA SOLA, ritrovandomi la testa della piccola fra le gambe!

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  3. ç__ç Bellissimo il tuo resoconto! Ammetto di avere una paura boia (perché per me mancano 5 settimane alla data presunta) ma il tuo resoconto è davvero commovente!

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  4. che bello questo tuo racconto...mi ha fatto ricordare tante cose...prima o poi spero di avere il tempo anch'io di scrivere del mio (bellissimo) parto.
    ho riso moltissimo al tuo "altro che ipod!" :D

    la prima cosa che mi è venuta in mente è che per noi donne il travaglio e il parto sono tutto istinto, istinto, istinto.
    che meraviglia.

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  5. @moonaflowers comunque vada è l'esperienza più grande ed emozionante della vita...non dimenticarlo quando hai paura!

    @nuvole siamo programmate, sappiamo cosa fare in quei momenti o almeno il nostro corpo lo fa e noi dobbiamo fidarci. aspetto il tuo racconto allora.

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  6. Forse è il mio stato attuale a rendermi così "sensibile".. ma io nel leggerti non sono riuscita a trattenere le lacrime dalla commozione...
    Tra poche ore mancheranno solo 2 giorni alla data presunta parto del mio cucciolo... E forse ora ho un pò di paura.. eppure allo stesso tempo non vedo l'ora che arrivi il momento di conoscere il mio bambino..
    Grazie per il tuo racconto... è stato un bellissimo dono!

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  7. mi piace il tuo modo di raccontare! quel misto di suspance e comicità che mi ha fatto leggere tutto d'un fiato il racconto! sei bravissima.
    Io ho dovuto fare due cesarei perchè il mio primo cucciolo era podalico e purtroppo questa esperienza non l'ho provata!in compenso il dolore post parto e il recupero sì!!
    Anch'io ho scelto un ospedale con il reparto di neonatologia e mi sono trovata malissimo con il personale...se penso alla depressione di quei giorni...per fortuna con il secondo cucciolo ( stesso ospedale ) avevo già esperienza e del personale non me ne importava nulla, avevo solo voglia di tornare a casa in fretta!!! ciao buon weekend

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  8. Mi sono scese le lacrime... grazie! Anche io ho fatto il cesareo programmato per un problema con la placenta. Non ho vissuto il dolore durante il parto ma il recupero dopo è stato faticoso e credo di aver pagato il "debito"... in qualsiasi modo avviene il parto è un'esperienza speciale poco supportata dal personale ospedaliero. Peccato! Un abbraccio

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  9. @nella mia soffitta. cara, non ci crederai, mai sto aspettando la nascita del tuo piccolo come si attende quella del figlio di un'amica e non avrei mai creduto che internet avesse questo potere. cerca di stare tranquilla, l'unico modo è pensare al bambino. avrai paura. tutte l'abbiamo avuta. ma pensa una sola cosa: passa! è questione di ore, trascorse tra ansia, paura, emozione, dolore, ma passa! e dopo questo mix di sensazioni c'è un solo traguardo: tuo figlio tra le tue braccia! ti sono vicina

    @mammasorriso grazie per i complimenti, infondo uno non sa come scrive finchè chi ti legge non ti comunica cosa prova alle tue parole. e sono contenta perchè nel mio racconto ci sono io, me stessa e voi riuscite a cogliermi.

    @tatina grazie a te per esserci. come dicevo a mammasorriso è importante capire che all'altra parte hai comunicato le tue emozioni. per il personale ospedaliero mi sa che è una lamentela piuttosto diffusa, una donna ha bisogno soprattutto di sostegno psicologico.

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  10. penso a gennaio, quando arriverà il mio turno...anche per me questo mese è un mese particolare, segna un inizio ogni volta e non solo perchè inizia il nuovo anno...ho paura se ci penso...ma so che devo farlo di persona, non posso delegare nessun altro! in qualche modo ce la farò anche io...grazie per averci raccontato questa bella storia...:)

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  11. mi hai fatto ricordare tante cose con il tuo racconto,
    il mio primo figlio è nato venti giorni prima, il secondo non voelva saperne di uscire, ogni parto è un'eperienza a sè, ma tu, se vuoi un mio consiglio, non devi pensarci e affrontare la seconda gravidanza, se ci sarà, con tutta la serenità e gioia possibile.
    Un bacio

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  12. Anche a me hai fatto ricordare il mio primo parto. Io ci ho impiegato di più, ed ero a 41+2.
    Non ne potevo più!
    Comunque è davvero l'esperienza più incredibile nella vita di ogni donna, e rimmarrà per sempre dentro di noi.

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  13. @unangoloinblu pensa che ci siamo passate tutte e passerà anche per te!

    @francy e @slela certe emozioni non le dimenticheremo mai più!

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  14. che bel racconto :-)
    a tratti a ricordato il mio primo parto. Finalmente dopo 3 giorni di induzione arrivo ai fatidici 3 cm, contrazioni continue, mi dicono che ci vorranno almeno 5 ore. Muoio prima, penso. Il tempo di uscire dalla sala visita ed urlo SPINGE. Praticamente un'ora di travaglio, intensissimo ma breve.
    Il secondo? decisamente meglio ma più lungo, ben 2 ore ;-) a momenti lo faccio in macchina.

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  15. @emy benvenuta sul blog! bello anche il tuo racconto. è vero, sembra il mio. mi è piaciuto tanto quel tuo "muoio prima". io non l'ho scritto nel post ma ti giuro che lo pensavo anche io.

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  16. Quante emozioni...veramente... La tua bimba già correva!! aveva fretta di vedere te e il mondo!! :-)
    Il mio blocco per la nascita del monello non era il parto ma l'ospedale, cioè arrivare in ospedale e non sapere chi ci sarebbe stato, chi mi avrebbe seguita, arrivare in ospedale ed essere trattata come mi è successo durante il 5° mese quando ho avuto alcuni problemi di salute (io non il monello). Quindi io e mio marito abbiamo deciso di tenere la vecchia macchina, rinunciare alle vacanze per un po' e di appoggiarci ad un gruppo di ostetriche e ad una casa maternità. Tutto è andato come doveva andare e io ringrazio tanto per aver vissuto così bene la nascita del monello||

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  17. @mami il posto in cui si partorisce è fondamentale per modificare l'evento in bene o in male. non solo fisicamente ma soprattutto psicologicamente e purtroppo non sai mai se hai fatto la scelta giusta se non dopo averla vissuta.

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